Correa potrebbe tornare? In Ecuador ci sono 111 posti in carcere
L’ex presidente, residente in Belgio e condannato a otto anni, rischierebbe la detenzione nella nuova struttura di massima sicurezza di Santa Elena.
Il ritorno di Rafael Correa in Ecuador non dipenderebbe soltanto dalla sua scelta personale: a incidere sarebbero anche le autorità del Paese in cui l’ex presidente vive oggi. Correa risiede infatti in Belgio, mentre nei suoi confronti è già diventata definitiva una condanna a otto anni per corruzione.
Il rientro resta legato al Belgio
Il ministro dell’Interno John Reimberg ha collegato l’eventuale rientro di Correa alle decisioni delle istituzioni del Paese che lo ospita. L’ex capo dello Stato, in carica dal 2007 al 2017, dovrebbe quindi affrontare anche il nodo delle procedure necessarie per lasciare il Belgio.
Sul piano politico, il presidente Daniel Noboa aveva già rivolto un avvertimento diretto a Correa. Dopo l’arrivo in Ecuador dell’ex ministro dell’Interno José Serrano, estradato dagli Stati Uniti ad agosto, Noboa aveva scritto: «Presto toccherà a te».
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Una cella senza privilegi
In caso di rientro, la destinazione possibile sarebbe la Cárcel del Encuentro, istituto di massima sicurezza situato nella provincia di Santa Elena. Reimberg ha chiarito che l’ex presidente non avrebbe diritto a un trattamento particolare rispetto agli altri detenuti.
Durante una visita alla struttura, il ministro ha spiegato ai media locali che Correa potrebbe essere assegnato a «Qualsiasi cella dove ci sia un letto libero». Il carcere conta attualmente poco più di 600 persone ristrette e dispone ancora di 111 posti disponibili, senza reparti riservati o sistemazioni differenti per le personalità politiche.
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