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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Confine Bolivia-Brasile, arrivano due reparti speciali antidroga

Le nuove formazioni saranno dislocate a Santa Cruz e Beni con supporto statunitense e possibile addestramento internazionale.

La Bolivia prepara una risposta rafforzata alla violenza associata ai gruppi del narcotraffico nelle zone vicine al Brasile. Il piano prevede la nascita di due reparti speciali antidroga, sostenuti dagli Stati Uniti e affiancati da formatori stranieri.


La frontiera diventa il punto chiave

A fornire i dettagli è stato Marco Antonio Oviedo, ministro del Governo. Le nuove unità saranno collocate nei dipartimenti di Santa Cruz e Beni, aree considerate strategiche per il contrasto alle organizzazioni criminali attive lungo il confine.

Per il reparto destinato a Santa Cruz sono al vaglio San Ignacio de Velasco e San Matías. La seconda struttura dovrebbe invece essere realizzata a Santa Ana del Yacuma, nel dipartimento di Beni. Le sedi definitive non sono ancora state indicate.


Washington entra nel dispositivo

Il progetto è stato definito dopo la missione di una delegazione boliviana negli Stati Uniti. Durante la visita, i rappresentanti di La Paz hanno incontrato esponenti dei dipartimenti statunitensi di Stato, della Guerra e del Tesoro, oltre ai responsabili della Dea, l'agenzia antidroga americana.

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Il sostegno di Washington comprenderà anche la presenza di istruttori stranieri, destinati a contribuire alla preparazione degli agenti boliviani. L'obiettivo dichiarato è rendere più incisive le operazioni contro il narcotraffico e limitare le conseguenze violente dell'attività dei gruppi criminali.


Accordo operativo con il Brasile

Parallelamente alla creazione dei reparti, Oviedo ha annunciato un confronto con le autorità brasiliane. Al centro dell'incontro ci sarà il rafforzamento dei contatti tra le forze di polizia dei due Paesi.

La cooperazione dovrebbe riguardare anche lo scambio di informazioni tra gli apparati di sicurezza. In questo modo Bolivia e Brasile puntano a coordinare meglio le attività di contrasto lungo la fascia di frontiera condivisa.

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