2.000Lettori online ora
Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Offerte russe ai giovani boliviani: il rischio è il fronte

Trentaquattro richieste consolari e cinque rimpatri accendono l’allarme sulle proposte di lavoro che potrebbero celare reclutamenti militari

Trentaquattro cittadini boliviani hanno chiesto assistenza consolare dopo essere rimasti coinvolti nel conflitto tra Russia e Ucraina, mentre cinque persone sono già rientrate in patria. Sullo sfondo ci sono offerte di lavoro diffuse sui social, con paghe elevate, che secondo le autorità potrebbero trasformarsi in un percorso verso il fronte.


Gli annunci che attirano i giovani

A lanciare l’allarme è stato Jaume Segura, ambasciatore dell’Unione europea in Bolivia. Durante un incontro accademico alla Universidad Tecnológica Privada de Santa Cruz, a Santa Cruz de la Sierra, il diplomatico ha invitato soprattutto i giovani a esaminare con grande cautela le proposte provenienti dalla Russia.

Gli annunci promettevano impieghi nell’edilizia, nella sicurezza o come imbianchini. La remunerazione indicata oscillava tra 2.500 e 2.700 dollari al mese, con incentivi iniziali che potevano arrivare fino a 16mila dollari. In alcuni casi, però, il lavoro prospettato sarebbe diventato un contratto militare dopo l’arrivo nel Paese.


Dalle promesse all’addestramento

Secondo le testimonianze raccolte, alcuni cittadini boliviani avrebbero sottoscritto documenti per entrare nelle forze armate russe e sarebbero stati sottoposti ad addestramento. In seguito, sempre secondo i racconti, sarebbero stati trasferiti nelle aree di combattimento della guerra contro l’Ucraina.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

La Procura boliviana ha avviato quattro procedimenti per verificare l’ipotesi di tratta di persone finalizzata al reclutamento per conflitti armati. Mosca, intanto, respinge ogni responsabilità ufficiale nella selezione di combattenti stranieri.


Cooperazione contro la tratta

Segura ha collegato il fenomeno alla criminalità transnazionale e ha confermato la volontà dell’Unione europea di collaborare con il governo boliviano. L’obiettivo indicato è rafforzare la sicurezza, il controllo delle frontiere e le attività contro la tratta di esseri umani.

Le richieste di aiuto arrivate alla Cancelleria boliviana rappresentano il principale elemento concreto emerso finora. Il numero dei casi e i rimpatri già effettuati hanno spinto le autorità a prestare particolare attenzione alle offerte online rivolte ai cittadini del Paese.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere