1.407notizie oggi
Attualità 3 min di lettura13 ott

Valdegamberi accusa FdI: la stretta sui genitori era già sua

Il consigliere di Futuro nazionale rivendica la paternità di una proposta veneta simile al disegno di legge Gelmetti e attacca il partito di Giorgia Meloni.

La nuova stretta sulle famiglie dei minorenni condannati per reati apre uno scontro politico dentro l’area della destra. Stefano Valdegamberi, consigliere veneto di Futuro nazionale, sostiene infatti di aver presentato mesi prima una misura molto simile a quella depositata in Parlamento da Fratelli d’Italia e ribattezza ironicamente il partito di Giorgia Meloni come i “copioni d’Italia”.

Offerta del giorno14 ottobre

Douglas

-25% su app da Douglas con Beauty Card

Scade tra 2 giorni
*******


La misura mette nel mirino i genitori

Il disegno di legge 2041, presentato il 18 settembre al Senato da Matteo Gelmetti, punta a legare alcuni aiuti concessi dai Comuni alla disponibilità dei genitori, dei tutori o degli affidatari a collaborare con le istituzioni. La norma riguarderebbe i casi in cui un minore venga condannato in primo grado ad almeno un anno di reclusione.

In assenza di collaborazione, il testo prevede la possibile sospensione di contributi, agevolazioni sulle tariffe e altri vantaggi economici comunali. Non si tratta, invece, di una revoca automatica dei sussidi: questa interpretazione è stata avanzata da Giovanni Donzelli, responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, collegando il provvedimento alla vicenda di Legnago, ma non è contenuta nel disegno di legge.


Dal caso di Legnago al Parlamento

A Legnago, nel Veronese, il sindaco Paolo Longhi aveva annunciato il 14 settembre l’intenzione di interrompere o ritirare alcuni sostegni destinati alle famiglie di due quindicenni. I ragazzi erano accusati di aver derubato un anziano e di aver commesso un furto in una tabaccheria; il provvedimento sarebbe scattato qualora i genitori avessero rifiutato il percorso con i servizi sociali.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha espresso sostegno all’impostazione generale rispondendo a un’interrogazione di Fratelli d’Italia. Secondo il titolare del Viminale, l’obiettivo condivisibile è aumentare la responsabilità delle famiglie. Piantedosi ha inoltre appoggiato l’iniziativa del primo cittadino veronese, sostenendo che l’accesso a prestazioni finanziate dalla collettività debba accompagnarsi al rispetto delle regole comuni.


La proposta veneta presentata prima

Valdegamberi rivendica però una diversa origine dell’idea. Nell’aprile scorso aveva depositato in Veneto la proposta di legge numero 67, dedicata alla responsabilità dei genitori e al raccordo con i servizi sociali nei casi di reati commessi da minorenni.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Il testo regionale consente di valutare la sospensione temporanea di benefici e aiuti economici regionali quando i genitori interrompono senza giustificazione il rapporto con i servizi o si rifiutano di collaborare. La misura dovrebbe rispettare criteri rigorosi di proporzionalità e non potrebbe colpire le prestazioni sanitarie, essenziali o indispensabili a proteggere nell’immediato le persone vulnerabili.

La proposta prevede anche limitazioni temporanee nell’accesso alle procedure per ottenere o conservare un alloggio di edilizia residenziale pubblica. Valdegamberi afferma che la sua iniziativa nasce da una mozione presentata nel 2022 e discussa dal Consiglio regionale.


L’attacco al partito di Meloni

Il consigliere considera quindi positivo che il tema sia arrivato a livello nazionale, ma rivendica la precedenza politica della propria iniziativa. A suo giudizio, il testo di Gelmetti riprende l’impianto della proposta depositata in Veneto e dimostra che idee concrete possono essere trasformate in norme di portata più ampia.

Dopo aver riconosciuto il possibile valore del provvedimento, Valdegamberi ha scelto un tono polemico nei confronti di Fratelli d’Italia. Il gioco di parole sul nome del partito, “copioni d’Italia”, accompagna la sua accusa: la maggioranza avrebbe fatto propria una soluzione già elaborata e presentata in sede regionale.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere