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Attualità 2 min di lettura30 set

Vaccini e brevetti, la bufala smontata: cosa disse davvero la Corte USA

Una vecchia sentenza sul DNA è stata reinterpretata online per sostenere che le persone vaccinate avrebbero perso lo status giuridico di esseri umani.

Nessuna persona vaccinata ha perso diritti o sarebbe diventata un bene brevettabile: questa tesi non trova conferme né nelle norme statunitensi né nelle conoscenze scientifiche sui vaccini. La Corte Suprema degli Stati Uniti non ha mai dichiarato che chi riceve un vaccino diventi “non umano”.


Il punto decisivo riguarda il DNA

La legislazione americana esclude espressamente la possibilità di brevettare l’organismo umano. L’assunzione di un medicinale, quindi, non può trasformare un individuo in un oggetto tutelabile attraverso un brevetto.

Anche i vaccini a mRNA prodotti da Pfizer e Moderna non intervengono sul patrimonio genetico delle persone. Il loro funzionamento non offre alcun fondamento alla teoria secondo cui la vaccinazione cambierebbe la natura giuridica o biologica dell’individuo.


Da dove nasce la falsa ricostruzione

Le pubblicazioni diventate virali attribuiscono alla Corte una presunta decisione sui vaccinati e parlano di “beni transumani brevettati OGM”. In realtà, il contenuto ripropone una narrazione già diffusa durante la pandemia di Covid-19, costruita collegando in modo arbitrario una sentenza del 2013 al tema dei vaccini.

La controversia citata è Association for Molecular Pathology contro Myriad Genetics Inc. e riguardava la possibilità di ottenere brevetti su sequenze genetiche. Nella decisione non compaiono né i vaccini né una definizione legale di essere umano riferita alle persone immunizzate.

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Cosa stabilì la Corte Suprema

I giudici stabilirono che il DNA umano presente in natura non può essere brevettato. Diversa è la situazione del DNA complementare ottenuto artificialmente in laboratorio, per il quale può esistere una tutela brevettuale secondo le condizioni previste dal diritto statunitense.

Il verdetto, dunque, si concentrava sulla distinzione tra materiale genetico naturale e sequenze prodotte mediante intervento tecnico. Trasformarlo in una decisione sui diritti dei vaccinati significa attribuirgli un contenuto che non ha mai avuto.

La presunta sentenza sui “non umani” è quindi il risultato di una deformazione complottista di un caso giudiziario riguardante i brevetti genetici. Non esiste alcun riscontro giuridico o scientifico a sostegno dell’idea che un vaccino renda una persona brevettabile.

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