Vaccini Covid, nessuna «dose letale»: cosa mostra davvero il video
Un vecchio filmato del Parlamento europeo è stato associato a una narrazione falsa su lotti, dati nascosti e presunte iniezioni mortali.
Un’analisi danese pubblicata nel 2025 ha esaminato 52 lotti e quasi 10 milioni di vaccinazioni, senza rilevare differenze clinicamente significative negli eventi avversi gravi. Gli autori hanno segnalato soltanto un’indicazione debole sulle aritmie, giudicata però non sufficientemente solida.
Anche i dati disponibili non sostengono l’idea di un archivio occulto sugli effetti dei vaccini. L’Agenzia europea per i medicinali ha spiegato che le segnalazioni consultabili in EudraVigilance sono pubbliche, seppure parzialmente oscurate per tutelare i pazienti, mentre altri elementi provengono da studi clinici e analisi successive all’autorizzazione.
I dati sui lotti non provano dosi diverse
La ricerca richiamata nel filmato era una lettera danese del 2023 costruita sulle segnalazioni spontanee di sospetti eventi avversi. In una comunicazione del 22 dicembre 2023 indirizzata a Marcel de Graaff e ad altri eurodeputati, l’agenzia ha chiarito che la distribuzione delle segnalazioni può cambiare tra un lotto e l’altro perché i prodotti sono stati somministrati a gruppi differenti e in momenti diversi della pandemia.
La stessa risposta ha precisato che i controlli ordinari non avevano evidenziato anomalie di qualità. La verifica dei singoli lotti, inoltre, rientra nelle competenze dei laboratori nazionali e non dell’EMA. Da questi elementi non emerge quindi la prova di formulazioni progettate per causare la morte.
L’agenzia ha inoltre distinto tra protezione individuale e trasmissione del virus. L’autorizzazione riguardava innanzitutto la riduzione del rischio di malattia per chi riceveva il vaccino, ma ciò non escludeva un possibile effetto sulla diffusione dell’infezione. Gli studi condotti dopo l’autorizzazione indicavano una possibile diminuzione della trasmissione, più difficile da misurare con varianti maggiormente contagiose e con il calo dell’immunità nel tempo.
Il filmato non contiene quella conferma
Il video rilanciato in rete non pronuncia espressioni come «lotteria», «dose mortale» o «bassa concentrazione». Né attribuisce al Parlamento europeo una decisione con cui l’istituzione avrebbe riconosciuto un piano basato su presunte iniezioni letali.
Le immagini mostrano invece Marcel de Graaff mentre parla della necessità di acquisire ulteriori informazioni e di proseguire gli accertamenti. Il testo diffuso sui social collega quelle dichiarazioni a un’accusa molto più ampia, secondo cui alcuni cittadini avrebbero ricevuto quantità differenti di mRNA e altri una sostanza destinata a uccidere: un collegamento che il contenuto del filmato non dimostra.
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Una vecchia narrazione tornata online
La conferenza si è svolta a Strasburgo nel novembre 2023. De Graaff viene presentato nei rilanci come eurodeputato, ma non ricopre più quel ruolo dal 2024, un elemento che contribuisce a collocare temporalmente la registrazione.
Durante quell’iniziativa, la richiesta di interrompere la somministrazione dei vaccini fu sostenuta da otto eurodeputati su 705. Il Parlamento europeo aveva precisato che i singoli membri possono utilizzare le sale stampa per affrontare temi diversi, senza parlare necessariamente a nome dell’intera istituzione; l’assemblea aveva inoltre ribadito il sostegno alla procedura di approvazione.
Come si è diffusa la versione falsa
La narrazione è riapparsa nel settembre 2026 e ha iniziato a circolare anche su Telegram, in un canale che richiama Robert F. Kennedy Jr. e che non risulta ufficialmente gestito da lui o dal suo staff. Il 4 ottobre 2026 lo stesso contenuto è stato condiviso su X dall’utente “Sabrina F.” (@itsmeback_), già associato alla diffusione di informazioni false.
Una versione identica era stata pubblicata il 24 settembre 2026 da Wiretap Media, insieme al filmato registrato all’interno del Parlamento europeo. Nel messaggio si sostiene che l’istituzione avrebbe «confermato» una distribuzione casuale dei vaccini e l’esistenza di dosi mortali, ma queste affermazioni non trovano riscontro né nelle immagini né nei documenti citati.
Il video e il testo virale, dunque, accostano materiali diversi: da una parte una discussione sui dati relativi ai lotti, dall’altra accuse su un presunto esperimento condotto sulla popolazione. Il Parlamento europeo non ha dichiarato che i vaccini contro il Covid fossero una «lotteria» e non ha attestato l’esistenza di iniezioni letali.
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