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Attualità 1 min di lettura2 giorni fa

Ustica, il testimone che incrinò il silenzio francese

Il generale Nicolò Bozzo mise in discussione la versione di Parigi sui voli militari partiti dalla Corsica la sera del 27 giugno 1980

A incrinare per primo la versione francese sulla notte di Ustica fu Nicolò Bozzo, generale dei carabinieri e collaboratore di Carlo Alberto Dalla Chiesa nella lotta alle Brigate Rosse. La sua testimonianza intervenne mentre Parigi manteneva una posizione di chiusura sulle attività militari svolte quella sera.


La versione di Parigi sotto esame

La Francia aveva escluso che, dopo il tramonto del 27 giugno 1980, dalla base aerea di Solenzara, in Corsica, fossero decollati caccia. Una ricostruzione che Bozzo contribuì a mettere in discussione, aprendo una crepa nel silenzio istituzionale costruito attorno a quei movimenti.

Il tema riguarda il possibile ruolo francese nella vicenda di Ustica. Le informazioni disponibili nel testo non chiariscono però quali elementi Parigi abbia deciso di rendere pubblici né quali restino ancora coperti da omissis.

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Il peso della testimonianza

Bozzo non era un osservatore qualsiasi: durante il contrasto alle Brigate Rosse aveva operato al fianco di Dalla Chiesa. Il suo intervento assunse quindi un rilievo particolare nel confronto tra la versione ufficiale francese e i dubbi sulle attività aeree registrate quella notte.

La sua testimonianza viene presentata come il primo elemento capace di scalfire il muro di silenzio francese, accostato a quello che per anni aveva caratterizzato anche la risposta italiana. Il testo si interrompe prima di riportare per intero la dichiarazione attribuita a Parigi sull’interruzione delle attività.

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