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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Uruguay, pensione a 60 anni: la condizione decisiva del nuovo piano

Il progetto del presidente Yamandú Orsi lascia invariata l’età ordinaria a 65 anni, ma apre un’uscita anticipata per chi ha maturato una lunga carriera contributiva.

La riforma previdenziale dell’Uruguay potrebbe introdurre una nuova possibilità per chi non riesce a proseguire l’attività lavorativa fino all’età ordinaria. Il progetto presentato dal governo di Yamandú Orsi consente infatti di lasciare il lavoro a 60 anni, ma soltanto dopo aver accumulato almeno 30 anni di contributi.

La proposta non modifica il requisito generale fissato dalla riforma del 2023: per il pensionamento ordinario continueranno a valere i 65 anni. L’uscita anticipata sarebbe quindi una strada alternativa, pensata per lavoratori con una storia contributiva sufficientemente lunga.

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Un’uscita anticipata senza vincoli professionali

Uno degli elementi centrali del disegno di legge è l’assenza di condizioni specifiche legate al mestiere svolto. Per accedere alla pensione a 60 anni non sarebbe dunque necessario dimostrare di aver lavorato in un settore particolarmente usurante o in presenza di caratteristiche professionali eccezionali.

L’obiettivo dichiarato è ampliare il margine di scelta per le persone che fanno fatica a restare occupate fino a 65 anni. Nel progetto vengono richiamati sia l’impatto dei cambiamenti tecnologici sul mercato del lavoro sia i problemi collegati all’usura fisica, fattori che possono rendere più complesso proseguire la carriera negli ultimi anni.

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Cambia anche il sostegno alle pensioni basse

Il testo interviene inoltre sul calcolo del supplemento solidale, cioè la misura destinata a integrare gli assegni previdenziali più contenuti. La revisione dovrebbe rafforzare la protezione economica delle persone con redditi pensionistici più bassi, anche se il progetto non indica nel dettaglio, nel testo disponibile, quali saranno le nuove modalità di calcolo.

L’iniziativa è maturata nel percorso del Dialogo sociale sulla protezione e sulla sicurezza sociale. Secondo il governo, il nuovo impianto permetterebbe di rendere più flessibile l’accesso alla pensione senza mettere a rischio l’equilibrio finanziario del sistema previdenziale. La proposta dovrà ora essere esaminata dal Parlamento, mentre resta confermata la soglia ordinaria dei 65 anni introdotta nel 2023.

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