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Attualità 1 min di lettura3 ore fa

Ungheria, il Parlamento cancella la stretta di Orbán: 139 sì

La maggioranza dei deputati elimina parte delle norme del 2021 sulla tutela dei minori, segnando il primo cambio di direzione del governo guidato da Peter Magyar.

La svolta arriva con un voto netto: 139 parlamentari hanno sostenuto la rimozione delle disposizioni contro la comunità Lgbtq+ introdotte in Ungheria durante il governo di Viktor Orbán. I contrari sono stati 51.

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Una prima rottura con l’era Orbán

Le norme eliminate facevano parte della legge sulla «tutela dei minori» approvata nel 2021, quando il Paese era guidato dall’ex leader nazionalista Viktor Orbán. Il provvedimento aveva inserito restrizioni rivolte ai contenuti e alle rappresentazioni legate alla comunità Lgbtq+.

Il voto rappresenta la prima inversione di rotta di rilievo rispetto alle politiche adottate da Orbán sul tema. Non si tratta quindi soltanto di una modifica tecnica, ma del primo arretramento parlamentare significativo di quella linea normativa.

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La maggioranza sceglie il cambiamento

L’abolizione è stata approvata da una larga maggioranza dell’Assemblea nazionale ungherese. Il risultato finale, con 139 voti favorevoli contro 51, ha sancito la cancellazione delle disposizioni contestate contenute nella legge del 2021.

La decisione è arrivata dopo l’insediamento di Peter Magyar, premier europeista entrato in carica a maggio. Il suo governo segna così un cambio di indirizzo rispetto alla stagione politica precedente, almeno sul fronte delle norme che avevano limitato la visibilità e la rappresentazione delle persone Lgbtq+.

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