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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Ungheria, 22 anni nell’Ue: il balzo di economia e stipendi

A Budapest Antonio Costa ha difeso il valore dell’integrazione europea, citando la crescita del Paese dal suo ingresso nell’Unione nel 2004.

L’economia dell’Ungheria è quasi triplicata e i salari medi sono aumentati di cinque volte negli ultimi 22 anni. A Budapest, durante la commemorazione della rivoluzione ungherese del 1956, il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa ha collegato questi risultati al percorso di integrazione europea avviato con l’adesione del Paese all’Ue.

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La crescita citata da Costa

Nel suo intervento, Costa ha sostenuto che l’appartenenza all’Unione abbia ampliato le possibilità a disposizione dei cittadini ungheresi e accompagnato un avanzamento sia economico sia sociale. «L’adesione ha rafforzato il Paese», ha affermato, richiamando l’aumento della ricchezza prodotta e quello, ancora più marcato, delle retribuzioni medie.

L’Ungheria è entrata nell’Unione Europea nel 2004, durante il cosiddetto Grande Allargamento, insieme ad altri nove Stati. Per il presidente del Consiglio Europeo, l’esperienza ungherese dimostra che il rafforzamento dei legami tra i Paesi membri può tradursi in benefici concreti per le rispettive società.


Un mercato decisivo per Budapest

Il peso dell’Ue emerge anche dai rapporti commerciali dell’Ungheria. Secondo i dati ricordati da Costa, quasi l’80% delle esportazioni ungheresi è diretto verso altri Paesi dell’Unione, mentre circa il 70% delle importazioni proviene dal mercato europeo.

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Queste percentuali, ha spiegato il presidente, mostrano quanto sia profonda l’integrazione dell’economia nazionale nel mercato unico. Il legame non riguarda soltanto gli scambi: Costa ha sostenuto che la cooperazione europea possa rafforzare anche la competitività, l’autonomia strategica e la capacità di proteggere i confini comuni.


Identità nazionali e unità europea

Nel discorso pronunciato a Budapest, Costa ha respinto l’idea che la costruzione dell’unità europea possa mettere in pericolo le identità nazionali. A suo giudizio, la collaborazione tra gli Stati consente invece di affrontare con maggiore solidità minacce condivise e sfide di portata globale.

«I nostri sforzi per costruire l’unità europea non minacciano le identità nazionali», ha detto Costa, aggiungendo che le nazioni dell’Unione possono diventare più forti proprio attraverso iniziative comuni. L’Ungheria, nella sua lettura, rappresenta un esempio evidente di questo rapporto tra integrazione europea e sviluppo nazionale.

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