Under 14 e social, il Parlamento accelera: la legge può arrivare subito
Dopo le violenze di Milano, governo e opposizioni valutano il divieto per i minori di 14 anni e puntano sul disegno di legge Mennuni-Madia o su un emendamento al decreto sicurezza.
La stretta sull’accesso dei minori alle piattaforme digitali potrebbe compiere un passo avanti in tempi brevi. L’apertura di Giorgia Meloni al divieto dei social per gli under 14 ha riacceso il confronto politico e reso possibile anche l’inserimento della misura nel decreto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri martedì 20 ottobre.
Il tema è tornato d’attualità dopo il fine settimana segnato da devastazioni e saccheggi a Milano. Le forze di maggioranza e opposizione condividono la necessità di rafforzare la tutela dei ragazzi in rete, ma devono ancora trovare una soluzione comune tra i diversi testi già depositati.
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Meloni apre alla stretta sui minori
Le mobilitazioni organizzate nel capoluogo lombardo hanno riportato l’attenzione sull’uso delle piattaforme da parte degli adolescenti. Alcuni raduni sarebbero stati promossi anche attraverso i social, mentre il Movimento 17 ottobre ha comunicato l’intenzione di mantenere una mobilitazione ogni sabato tramite il proprio profilo Instagram.
In questo contesto, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato a Repubblica di non essere contraria a impedire l’utilizzo dei social ai minori di 14 anni. L’intervento della premier potrebbe imprimere una nuova accelerazione a un dossier discusso da tempo, anche se non esiste ancora un accordo definitivo sullo strumento legislativo da adottare.
Il disegno di legge cerca una corsia rapida
Tra le ipotesi considerate c’è il disegno di legge firmato da Lavinia Mennuni e Marianna Madia, presentato nel 2024 al Senato e fermo dallo scorso giugno. Il testo nasce da un’iniziativa trasversale e, proprio per questo, viene indicato come una delle basi più realistiche per arrivare a un’intesa tra gli schieramenti.
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Mennuni, senatrice di Fratelli d’Italia e prima firmataria, collega la necessità di intervenire al ruolo avuto dai social nelle recenti tensioni e alla protezione dei minori nell’ambiente digitale. «È sempre più necessario procedere per la tutela dei minori nella dimensione digitale», ha affermato, chiedendo di riprendere il lavoro già svolto a Palazzo Madama e di portare il provvedimento all’approvazione.
L’alternativa dell’emendamento
La proposta potrebbe però non seguire l’iter ordinario. Un’altra strada consiste nell’aggiungere la disciplina al decreto sicurezza, così da ridurre i tempi necessari per l’entrata in vigore delle nuove regole e sfruttare un provvedimento già approvato dal governo.
Marianna Madia ha annunciato che Casa Riformista presenterà un emendamento e inviterà gli altri gruppi parlamentari a sottoscriverlo. «Capiremo allora quale sarà la vera disponibilità della presidente Meloni», ha detto, spostando il confronto sul passaggio decisivo: verificare se l’apertura del governo si tradurrà in un sostegno concreto a una norma condivisa.
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