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Attualità 3 min di lettura19 min fa

Gasolio e blocchi, il governo accelera: cosa cambia per i camionisti

Le proteste si attenuano in Sicilia e Calabria, ma la Campania resta critica: atteso un decreto con oltre un miliardo di sostegni e nuovi controlli sui presidi.

La mobilitazione degli autotrasportatori perde intensità in gran parte del Mezzogiorno, ma in Campania restano attivi diversi presidi e la circolazione delle merci continua a essere sorvegliata. Dopo cinque giorni di disagi provocati dalle proteste contro il caro carburante, il governo si prepara intanto a varare un decreto con nuove misure per il trasporto su strada e per l’agricoltura.

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Campania ancora al centro della crisi

Nel Casertano e nella zona di Mercato San Severino sono stati riaperti alcuni accessi alla rete autostradale. Una parte dei manifestanti si è però diretta verso Pontecagnano, sull’autostrada in direzione della Calabria, mentre altri gruppi hanno mantenuto i presidi nelle aree industriali della regione.

Per garantire il passaggio dei mezzi, le forze dell’ordine hanno accompagnato circa 500 camion in Campania. Il ministero dell’Interno ha comunicato inoltre l’identificazione di 1.339 persone, con 71 denunce e 242 sanzioni amministrative. Le autorità hanno segnalato anche episodi di intimidazione e danneggiamento: alcuni conducenti del Casertano hanno riferito di aver trovato gli pneumatici dei propri camion tagliati e di aver subito pressioni per aderire al blocco. Gli accertamenti sono in corso.


Il decreto atteso dal governo

Giorgia Meloni ha convocato per oggi alle 12 una riunione del Consiglio dei ministri. Sul tavolo ci sarà un decreto legge destinato a rendere operativi gli interventi concordati con il comparto dell’autotrasporto e ad aggiungere risorse per il settore agricolo.

L’intesa raggiunta il 20 ottobre a Milano da Matteo Salvini, Edoardo Rixi e dalle principali associazioni di categoria vale, secondo le stime dell’esecutivo, più di un miliardo di euro. Tra le misure figura lo sblocco di circa 480 milioni per le richieste di contributo presentate dalle imprese entro il 30 agosto. Rixi ha indicato anche l’arrivo di fondi per settembre e ottobre, precisando che il credito d’imposta collegato potrà essere utilizzato nel 2027.

Restano invece da definire i contorni dell’ipotesi di un limite al prezzo del gasolio, sulla quale Salvini ha dichiarato l’apertura del governo. La misura non coincide con gli stanziamenti già annunciati e dovrà essere ancora valutata. Il provvedimento dovrebbe quindi formalizzare gli aiuti al trasporto e includere altri interventi destinati agli agricoltori.


In Sicilia e Calabria la protesta si ferma

La sospensione dei blocchi è stata annunciata nella serata di mercoledì dalle principali organizzazioni che proseguivano la mobilitazione in Sicilia e Calabria. In Sicilia la svolta è arrivata dopo un confronto in prefettura a Catania, quando l’Associazione imprese autotrasportatori siciliani ha ricevuto rassicurazioni sulla possibilità di partecipare ai prossimi tavoli nazionali del settore.

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L’organizzazione guidata da Giuseppe Richichi aveva inizialmente respinto l’accordo con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e aveva lasciato attivi i presidi sull’autostrada Messina-Catania, davanti al porto di Palermo e in altri punti della viabilità regionale. Poche ore prima, l’Aias aveva ancora prospettato una prosecuzione senza una scadenza precisa. Il Comitato trasportatori siciliani aveva invece già interrotto il fermo dopo l’incontro del 20 ottobre con Salvini.

La federazione calabrese della logistica Fedralog ha scelto una linea analoga, collegando la sospensione all’incontro con Salvini fissato per il 27 ottobre. L’organizzazione intende verificare le risposte dell’esecutivo e non esclude, qualora siano giudicate insufficienti, una manifestazione nazionale a Roma con i mezzi pesanti.


Una protesta nata dal caro carburante

All’origine della mobilitazione c’è l’aumento del gasolio, considerato dagli operatori ormai incompatibile con i costi di gestione delle imprese. Alla protesta si sono uniti anche gruppi di agricoltori, colpiti dall’incremento delle spese per carburanti, energia e produzione.

Nel corso dei giorni, tuttavia, il movimento si è allargato oltre le associazioni di categoria. Ai presidi hanno partecipato comitati locali e gruppi autonomi, rendendo più complessa la gestione delle iniziative e la distinzione tra le rivendicazioni sindacali e le condotte che ostacolano illegalmente il trasporto delle merci.

Dopo una riunione a Palazzo Chigi con Meloni, Antonio Tajani, Salvini, Francesco Lollobrigida e Matteo Piantedosi, l’esecutivo ha chiesto di mantenere questa distinzione. Piantedosi ha coordinato il lavoro con prefetti e questori delle province interessate, invitandoli a prestare attenzione anche al possibile coinvolgimento della criminalità organizzata.

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