Ucraina, salta la pausa: Zelensky ordina nuovi raid sulle raffinerie
Kiev riattiva gli attacchi agli impianti petroliferi russi mentre Mosca respinge l’ipotesi di una tregua e accusa Zelensky di frenare i negoziati statunitensi.
La pausa promessa sugli impianti energetici non regge: Kiev annuncia la ripresa delle operazioni contro le raffinerie russe, mentre da Mosca arrivano smentite sull’esistenza di un’intesa concreta per fermare i combattimenti. Nel frattempo, il confronto tra Volodymyr Zelensky, Donald Trump ed Elon Musk si allarga anche alla condivisione delle informazioni militari e al funzionamento dei servizi satellitari.
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Kiev riaccende il fronte delle raffinerie
In un colloquio con il Financial Times, Zelensky ha fatto sapere che le forze ucraine torneranno a colpire gli impianti petroliferi della Russia. La sospensione era stata osservata per tre giorni su richiesta degli Stati Uniti, ma secondo il presidente ucraino Mosca avrebbe continuato a bombardare, rendendo di fatto inutile la pausa.
«La sospensione è terminata. Abbiamo chiuso», ha dichiarato Zelensky, annunciando così la fine della misura temporanea. Il presidente ha inoltre definito pericolosa la decisione americana di interrompere la condivisione di informazioni riservate e ha contestato il rallentamento di Starlink, il servizio satellitare fornito da SpaceX.
Mosca boccia il piano di pace
Il Cremlino sostiene che gli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche russe non si siano mai fermati davvero. Dmitry Peskov, portavoce della presidenza russa, ha accusato Kiev di ostacolare gli sforzi diplomatici condotti dagli Stati Uniti e ha indicato nella posizione personale di Zelensky uno dei principali impedimenti alla ricerca di un accordo.
Anche Serghei Lavrov ha respinto le indiscrezioni su un progetto negoziale discusso da Washington e dai Paesi europei. Il ministro degli Esteri russo ha definito quelle ricostruzioni basate su «fughe di notizie e insinuazioni» e ha sostenuto che il presunto piano, pur includendo un cessate il fuoco lungo la linea di contatto, non spiegherebbe come arrivare a «una pace duratura e sostenibile». A suo giudizio, una tregua simile sarebbe destinata a essere violata dall’Ucraina e dai suoi sostenitori europei.
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Musk attacca Zelensky, Trump smentisce
Sul piano politico, Elon Musk ha chiesto apertamente l’uscita di scena del presidente ucraino. Commentando su X un intervento dedicato alla guerra e alle future elezioni presidenziali, il fondatore di SpaceX ha scritto: «Questo massacro continuerà. È ora che Zelensky se ne vada».
Zelensky ha collegato la questione di Starlink alla sospensione dell’intelligence statunitense, sostenendo che il rallentamento del servizio non sarebbe riconducibile a un semplice problema tecnico. Donald Trump ha invece negato che Washington abbia bloccato la trasmissione di informazioni, mentre Musk ha chiarito che i sistemi Starshield sono sotto il controllo del governo degli Stati Uniti, cui spetta anche decidere eventuali limitazioni della velocità.
Nella stessa intervista, Zelensky ha parlato del rapporto tra Trump e Vladimir Putin. Secondo il leader ucraino, il presidente americano mostra una particolare considerazione per gli autocrati e per gli uomini molto ricchi, anche perché interpreta la lunga permanenza al potere come un segnale di forza.
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