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Attualità 2 min di lettura47 min fa

Ucraina, Bettini propone neutralità e uscita dalla Nato

Il fondatore del Pd difende il campo largo, ma la sua posizione divide su armi, Nato e negoziati.

Goffredo Bettini indica per l’Ucraina una condizione di neutralità, con l’esclusione dalla Nato e l’adesione all’Unione europea. Il fondatore del Partito democratico sostiene intanto la necessità di mantenere il sostegno alla difesa di Kyjiv, ma rifiuta l’invio di armi per un conflitto senza fine.

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Le condizioni per una pace

Secondo l’Unione europea, qualsiasi percorso negoziale dovrà coinvolgere direttamente l’Ucraina e non potrà legittimare modifiche territoriali ottenute con la forza. Sono principi che entrano in tensione con l’assetto proposto da Bettini, poiché la neutralità di Kyjiv figura tra le richieste strategiche avanzate da Mosca.

Il politico considera comunque possibile sostenere l’esercito ucraino senza perseguire una guerra permanente. «Una Ucraina neutrale, che la Russia non senta come una minaccia esistenziale. Dunque fuori dalla Nato e dentro l’Ue», ha affermato, collegando il futuro accordo alla riduzione delle ragioni di conflitto con il Cremlino.


Le vittime degli attacchi

I dati delle Nazioni Unite descrivono intanto una situazione ancora molto grave sul terreno. A settembre 2026 gli attacchi hanno causato almeno 328 morti e 2.105 feriti tra i civili, con un aumento dell’85% rispetto allo stesso mese del 2025.

La missione Onu per i diritti umani ha inoltre registrato un incremento delle operazioni russe contro le infrastrutture energetiche. Per questo, il richiamo ai negoziati non elimina il problema della protezione della popolazione aggredita né quello delle garanzie di sicurezza da offrire a Kiev.

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Il progetto del centrosinistra

Sul piano politico interno, Bettini invita a evitare che la selezione del candidato alle primarie diventi un duello tra Elly Schlein e Giuseppe Conte. A suo giudizio, una competizione limitata a due nomi ridurrebbe lo spazio per democratici, liberali, socialisti e rappresentanti civici lontani dai partiti già esistenti.

La sua posizione sull’Ucraina rischia però di creare attriti proprio nell’alleanza che vorrebbe consolidare. Bettini sostiene che il Movimento 5 Stelle, pur condividendo con Matteo Salvini e Roberto Vannacci la richiesta di fermare le forniture militari, non debba essere escluso dal progetto comune.


Un’alleanza senza esclusioni

Nella coalizione dovrebbe trovare posto anche Matteo Renzi. Bettini ritiene che l’obiettivo di costruire un’alternativa alla destra richieda il contributo di tutte le forze disponibili, senza che ciascun partito si concentri soltanto sulla difesa del proprio spazio elettorale.

La priorità indicata dal fondatore del Pd è battere Giorgia Meloni, evitando che le rivalità tra i leader o le divergenze sulla politica estera prevalgano sulla formazione di un fronte più ampio. Sul conflitto, la sua sintesi è: «Sosteniamo la difesa dell’Ucraina, però no alle armi per una guerra infinita».

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