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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Tumore gastrico, la nuova terapia allunga la sopravvivenza: i dati

Nel 2024 in Italia sono stati stimati circa 14mila nuovi casi di tumore dello stomaco, ma meno del 20% delle diagnosi arriva quando la malattia è ancora in fase iniziale.

Nel 2024 in Italia sono stati stimati circa 14mila nuovi casi di tumore dello stomaco, ma meno del 20% delle diagnosi arriva quando la malattia è ancora in fase iniziale. Anche la sopravvivenza a cinque anni resta contenuta: raggiunge il 35% tra le donne e il 30% tra gli uomini.

I primi segnali possono essere vaghi e facilmente confusi con disturbi meno gravi. Perdita di peso involontaria, nausea, vomito, senso di sazietà precoce e dolore nella parte alta dell’addome possono essere ricondotti a gastrite, ulcera peptica, reflusso gastroesofageo o intolleranze alimentari, con il rischio di ritardare gli accertamenti.

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Una proteina apre una nuova strada

Sonesitatug vedotin, indicato anche con la sigla Sone-Ve, è un anticorpo-farmaco coniugato diretto contro Claudina 18.2, proteina presente nella mucosa dello stomaco. Il medicinale utilizza un anticorpo monoclonale per individuare le cellule tumorali che esprimono questo bersaglio e veicolare al loro interno un potente chemioterapico.

Nicola Silvestris, segretario nazionale dell’Associazione italiana di oncologia medica, spiega che il rilascio mirato del farmaco potrebbe offrire nuove possibilità alle persone già sottoposte a una prima linea di cura. Il bersaglio Claudina 18.2 era già stato studiato con zolbetuximab, ma in combinazione con la chemioterapia aveva prodotto un beneficio limitato, seppur statisticamente significativo.


I risultati arrivano dopo la prima cura

Le nuove evidenze provengono da Clarity-Gastric01, studio internazionale di fase 3 presentato al Congresso 2026 della Società europea di oncologia medica, a Madrid. La ricerca ha riguardato pazienti con adenocarcinoma dello stomaco, della giunzione gastro-esofagea o dell’esofago, in forma localmente avanzata oppure metastatica.

Per partecipare, i tumori dovevano presentare Claudina 18.2 in almeno il 25% delle cellule malate. Nel gruppo complessivo, Sone-Ve ha diminuito del 42% la probabilità di morte rispetto al trattamento scelto dagli sperimentatori: la sopravvivenza globale mediana è salita a 10,6 mesi, contro i 6,4 mesi osservati con l’altra terapia.

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Il vantaggio aumenta dalla terza linea

L’effetto è risultato ancora più marcato tra i pazienti curati dalla terza linea in avanti. In questo sottogruppo, il rischio di morte è sceso del 53%, mentre la sopravvivenza globale mediana è passata da 5 a 10 mesi.

Sara Lonardi, direttrice di Oncologia 1 all’Istituto Oncologico Veneto Irccs di Padova, sottolinea che Sone-Ve è la prima terapia mirata a Claudina 18.2 ad aver dimostrato, in una ricerca internazionale, un beneficio di sopravvivenza dopo il fallimento della cura iniziale: “Sonesitatug Vedotin per la prima volta ha dimostrato nello studio Clarity-Gastric01 un beneficio in sopravvivenza nel trattamento di seconda e successive linee”.


Il test diventa decisivo

Secondo Lonardi, i risultati potrebbero modificare l’approccio terapeutico per i pazienti il cui tumore esprime Claudina 18.2. In Italia è stato inoltre avviato Clarity-Gastric02, studio che valuterà Sone-Ve come trattamento iniziale.

L’oncologa invita a ricercare la presenza della proteina in tutte le persone con carcinoma gastrico avanzato fin dall’inizio del percorso di cura. Questa informazione, infatti, può individuare ulteriori opzioni terapeutiche per una malattia spesso scoperta tardi e ancora associata a una prognosi sfavorevole.

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