603notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 4 min di lettura55 min fa

Tumore della prostata, il rischio di metastasi cala del 58%: i nuovi dati

Lo studio DASL-HiCaP indica un vantaggio significativo dell’aggiunta di darolutamide alla terapia ormonale e alla radioterapia nei pazienti ad altissimo rischio di recidiva.

La sicurezza di darolutamide è risultata sostanzialmente comparabile a quella del placebo nello studio DASL-HiCaP. Gli eventi avversi di grado almeno 2 hanno riguardato stanchezza o astenia nel 14% dei pazienti trattati con darolutamide contro il 10% del gruppo di controllo, l’ipertensione nel 7% contro il 9%, le fratture nel 2% contro il 3% e gli eventi cardiaci nel 3% di entrambi i gruppi. Gli effetti indesiderati di grado almeno 3 sono stati segnalati nel 43% dei partecipanti che hanno ricevuto il farmaco e nel 36% di quelli trattati con placebo.

Offerta del giorno24 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 68 giorni
*********


Una sperimentazione su oltre mille pazienti

DASL-HiCaP, identificato anche come ANZUP1801, è uno studio di fase III avviato da ricercatori, con assegnazione casuale e controllo con placebo. La ricerca ha coinvolto 1.106 persone provenienti da Australia, Nuova Zelanda, Canada, Stati Uniti, Irlanda e Regno Unito, divise in parti uguali tra il trattamento con darolutamide e quello con placebo.

I partecipanti hanno assunto 600 mg di darolutamide due volte al giorno, oppure il placebo corrispondente, per 96 settimane. Entrambi i gruppi hanno ricevuto anche un analogo dell’LHRH per lo stesso periodo e radioterapia sulla prostata o sul letto prostatico, oltre che sui linfonodi pelvici. L’obiettivo principale era misurare il tempo libero da metastasi sulla base delle immagini radiologiche convenzionali.


Il vantaggio emerge già a quattro anni

Al momento dell’analisi ad interim, con un periodo mediano di osservazione di 3,8 anni, l’aggiunta di darolutamide ha ridotto del 58% la probabilità di sviluppare metastasi o di morire rispetto alla combinazione con placebo. Il rapporto di rischio è stato pari a 0,42, con intervallo di confidenza al 95% compreso tra 0,27 e 0,66 e un valore p di 0,0001.

A quattro anni, la sopravvivenza senza metastasi ha raggiunto il 95% nel gruppo sottoposto a darolutamide. Anche il controllo dell’antigene prostatico specifico ha mostrato un andamento favorevole: il rischio di progressione è diminuito del 53%, con una percentuale libera da progressione del 91% contro l’83% osservato con placebo.

Per la sopravvivenza specifica per il carcinoma prostatico, il rapporto di rischio è stato di 0,58, mentre per la sopravvivenza globale si è attestato a 0,88. A quattro anni, i valori erano rispettivamente del 99% contro il 99% e del 97% contro il 95%; il monitoraggio dei partecipanti non è ancora concluso.


La prospettiva degli oncologi

Luigi Formisano, professore di Oncologia medica all’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha sottolineato che gli uomini con malattia iniziale e rischio molto elevato di ricaduta possono andare incontro a una significativa probabilità di diffusione metastatica, anche dopo un trattamento con intento curativo. Secondo l’oncologo, i risultati intermedi indicano che l’inserimento di darolutamide nella terapia ormonale standard e nella radioterapia potrebbe contribuire a prevenire o posticipare la progressione.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

“Il tumore della prostata è il più frequente fra gli uomini in Italia, con oltre 40.000 nuove diagnosi ogni anno”, ha ricordato Formisano. Gli obiettivi, nella fase non metastatica, sono ritardare la comparsa delle metastasi e mantenere la qualità di vita, mentre la struttura chimica del farmaco potrebbe limitarne l’impatto sulle attività quotidiane grazie a una tollerabilità considerata elevata.

Darolutamide ha già mostrato benefici in pazienti con tumore della prostata metastatico sensibile agli ormoni e con malattia non metastatica resistente alla castrazione. Tuttavia, al momento non è approvata per il trattamento dei pazienti inseriti in questo specifico contesto clinico.


Bayer guarda alle fasi iniziali

Christine Roth, vicepresidente esecutiva per la strategia e la commercializzazione globale dei prodotti di Bayer e componente del gruppo dirigente della divisione farmaceutica, ha definito i dati un’indicazione del possibile valore del farmaco nelle fasi precoci della malattia. L’azienda ha inoltre espresso il proprio sostegno alla collaborazione con Anzup, Sydney Clinical Trials Centre, Cctg e altri partner internazionali.

“Estendendo l’utilizzo di darolutamide alle fasi più precoci della malattia, miriamo a raggiungere un numero maggiore di pazienti in tutte le fasi del percorso di cura del tumore della prostata”, ha dichiarato Roth. La ricerca è stata condotta insieme all’Università di Sydney e ad Anzup Collaborative Group.

Il protocollo prevedeva una valutazione intermedia dopo 87 eventi relativi alla sopravvivenza libera da metastasi. Il periodo di osservazione continua per raccogliere dati più solidi sugli effetti a lungo termine, compresa la sopravvivenza globale.

DASL-HiCaP è il quarto studio di fase III dedicato a darolutamide dopo Aramis, Arasens e Aranote, ricerche che ne avevano esaminato efficacia e sicurezza nella malattia avanzata. Il nuovo lavoro rappresenta invece la prima sperimentazione di fase III del farmaco nel tumore della prostata in fase iniziale.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere