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Attualità 2 min di lettura57 min fa

Trump rilancia il video della tigre: la famiglia della vittima insorge

Il presidente statunitense ha diffuso le immagini della morte di William Chapman e una successiva scena generata dall’intelligenza artificiale: i parenti chiedono di fermarsi.

La famiglia di William Chapman, il 23enne morto dopo essere entrato nel recinto di una tigre siberiana, chiede di interrompere la circolazione dei video legati alla tragedia. La richiesta arriva dopo che Donald Trump ha pubblicato su Truth Social prima le immagini dell’aggressione e poi una versione realizzata con l’intelligenza artificiale che lo ritrae mentre affronta e abbraccia l’animale.

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La famiglia: dolore reso ancora più grave

I parenti di Chapman hanno definito i contenuti diffusi online profondamente offensivi e hanno raccontato di essere completamente devastati dalla sua morte. Secondo la famiglia, la condivisione di quelle immagini sta provocando ulteriore sofferenza in una fase di estrema vulnerabilità.

William viene ricordato come un giovane brillante, cordiale e simpatico, molto amato da chi gli era vicino. In una dichiarazione, i familiari hanno chiesto rispetto e hanno invitato tutti a non continuare a rilanciare i filmati.


Il video pubblicato da Trump

L’episodio è avvenuto al Yorkshire Wildlife Park di Doncaster, nel nord dell’Inghilterra. Chapman è stato aggredito mortalmente da una tigre siberiana all’interno del recinto; il video della scena è stato poi condiviso dal presidente degli Stati Uniti sul suo profilo di Truth Social.

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Accanto alla clip, Trump ha scritto: «Non si scherza mai con la natura». In seguito ha pubblicato anche un filmato creato con l’intelligenza artificiale, nel quale appare mentre fronteggia una tigre e subito dopo la stringe sorridendo.


La malattia e il ruolo dei farmaci

La famiglia ha spiegato che Chapman conviveva da anni con una grave malattia mentale e che, per questo motivo, gli erano stati prescritti farmaci potenti. I parenti hanno precisato che non è ancora possibile stabilire se e in quale misura le sue condizioni abbiano influito sulla morte.

A chiarire questo aspetto sarà il medico legale, incaricato di ricostruire le circostanze della tragedia. Nel frattempo, i familiari hanno ribadito che la priorità è tutelare la memoria del 23enne e porre fine alla diffusione dei contenuti che, secondo loro, stanno aggravando il lutto.

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