Lagarde sotto esame: il libro può riaprire il caso delle dimissioni
Una lettera dello staff della Bce chiede di verificare il comportamento della governatrice, tra la promozione dell’autobiografia e le ipotesi di uscita anticipata
La promozione dell’autobiografia di Christine Lagarde ha aperto un nuovo fronte all’interno della Banca centrale europea. Il comitato che rappresenta il personale dell’istituto ha chiesto un controllo sul rispetto delle regole etiche, mentre restano irrisolti gli interrogativi sul futuro della governatrice.
Lagarde dovrebbe restare alla guida della Bce fino a novembre 2027, ma da mesi circolano ipotesi su una sua possibile partenza anticipata. La pubblicazione di *Lady First*, prevista per il 4 febbraio, ha riportato il tema al centro dell’attenzione.
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La verifica chiesta dallo staff
La contestazione riguarda anzitutto l’intervento pubblico del 10 settembre a Berlino. Durante una conferenza dedicata alla politica monetaria dell’area euro, una domanda sul volume ha spinto Lagarde a parlare del progetto editoriale e delle modalità con cui avrebbe gestito la promozione.
Il comitato interno vuole capire se la governatrice abbia utilizzato un’occasione istituzionale per sostenere un’iniziativa personale. La verifica potrebbe riguardare anche la fase di scrittura del libro, per accertare se sia stata svolta nel rispetto delle norme applicate ai funzionari della Bce o sulla base di un’eventuale autorizzazione specifica.
Quelle parole davanti ai giornalisti
In un primo momento Lagarde aveva precisato che ogni attività legata alla pubblicizzazione e alla vendita dell’autobiografia sarebbe stata svolta durante i fine settimana o nei periodi di ferie. Poco dopo, però, aveva rivolto al pubblico un invito esplicito: «Vi consiglio fortemente di comprare il libro».
La governatrice aveva poi spiegato che il testo non avrebbe affrontato la politica monetaria, ma la sua infanzia e il percorso che l’ha portata a costruire la propria carriera. Il volume, aveva aggiunto, è dedicato alle nipoti e alle ragazze interessate a crescere professionalmente, anche senza provenire da famiglie facoltose o da ambienti privilegiati.
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Il nodo dell’uscita anticipata
Il caso etico si intreccia con le indiscrezioni sulla permanenza di Lagarde a Francoforte. A febbraio, il *Financial Times* aveva riferito di un possibile abbandono anticipato dell’incarico; per mesi la governatrice aveva respinto questa ricostruzione.
A luglio, in un’intervista a *Les Echos*, Lagarde aveva però lasciato aperta la possibilità di non arrivare alla scadenza naturale. Un’uscita prima del novembre 2027 consentirebbe anche a Emmanuel Macron, il cui mandato termina ad aprile, di partecipare alla scelta del successore.
La risposta della Banca centrale
Un portavoce della Bce ha sostenuto che non risulta alcuna violazione delle regole da parte della governatrice. Per questo la procedura avviata dallo staff potrebbe non produrre conseguenze formali.
La vicenda, tuttavia, arriva in una fase delicata per Lagarde. Il confronto sul libro e i dubbi sulla durata del suo mandato alimentano la tensione interna e riportano l’attenzione sulla possibile corsa alla successione, anche se al momento non è stata annunciata alcuna decisione definitiva.
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