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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Kenya, il secondo caso di Ebola riapre il fronte dei contagi

Il nuovo paziente è un uomo di 39 anni già isolato: sotto osservazione 128 persone, mentre 113 contatti sono stati rintracciati.

Il Kenya deve fare i conti con un secondo caso confermato di Ebola. La persona risultata positiva è un uomo di 39 anni, legato da una stretta parentela al primo paziente deceduto nel Paese, e si trovava già in quarantena quando è arrivato l’esito del test.

La conferma è stata comunicata il 14 ottobre, pochi giorni dopo la morte della prima vittima, avvenuta il 5 ottobre in un ospedale di Nairobi. L’uomo era rientrato da un viaggio nella Repubblica democratica del Congo, passando via terra dall’Uganda e arrivando nella capitale keniota proprio nel giorno del decesso.

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Il tracciamento prova a contenere l’allarme

Il ministero della Salute ha individuato 128 persone entrate in contatto con il primo paziente. Di queste, 113 sono già state rintracciate e sottoposte alle procedure di controllo previste dalle autorità sanitarie.

L’ingresso del malato nel Paese aveva sollevato interrogativi sull’efficacia dei controlli alle frontiere. Il governo di William Ruto ha quindi intensificato la sorveglianza e le attività di individuazione dei contatti, mentre il nuovo caso è stato rilevato all’interno della rete di persone già sottoposte a monitoraggio.

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Un’epidemia ancora concentrata in Africa

Con il Kenya, sono quattro gli Stati nei quali sono stati registrati pazienti infetti durante l’epidemia: la Repubblica democratica del Congo, l’Uganda, la Francia e ora il Kenya. Nella Repubblica democratica del Congo si contano oltre 9.000 casi e quasi 4.400 morti dall’inizio dell’ultima emergenza, scoppiata a metà maggio e collegata alla variante Bundibugyo, presente in sette province.

In Uganda erano stati segnalati circa 20 casi e due decessi, ma le autorità hanno dichiarato conclusa l’emergenza ad agosto. In Francia, invece, il virus era stato individuato in un medico rientrato dalla Repubblica democratica del Congo, senza che in seguito risultassero ulteriori trasmissioni.

L’Ebola passa attraverso il contatto diretto con i fluidi corporei di una persona infetta. Tra i sintomi figurano febbre, diarrea e nausea; nelle forme più gravi possono comparire emorragie. La variante associata all’ultima epidemia è considerata particolarmente difficile da contrastare anche perché non sono disponibili vaccini specifici.

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