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Attualità 2 min di lettura14 ott

Radiologia, la svolta passa dalla squadra: cosa cambia per i pazienti

Radiologi e tecnici rilanciano il lavoro comune tra nuove tecnologie, teleradiologia e linee guida condivise per rendere gli esami più sicuri ed efficienti.

Il 52° Congresso nazionale della Società italiana di radiologia medica e interventistica (Sirm), in programma a Milano, segnerà una novità: per la prima volta i tecnici sanitari di radiologia medica avranno una sessione scientifica dedicata. L’iniziativa è stata indicata da Nicoletta Gandolfo, presidente nazionale Sirm, come l’avvio di un percorso destinato a consolidare il rapporto tra le due professioni.

«Lavorare insieme, nel rispetto dei ruoli, significa rendere il sistema più efficiente e sostenibile e garantire ai pazienti qualità e sicurezza lungo tutto il percorso diagnostico», ha affermato Gandolfo. Il progetto punta a trasferire sul piano scientifico e organizzativo una collaborazione già quotidiana negli ospedali.

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La tecnologia impone nuove regole

In Italia vengono effettuati ogni anno circa 70 milioni di esami radiologici. Un volume che rende essenziale il coordinamento tra il medico radiologo, responsabile dell’interpretazione diagnostica, e il tecnico sanitario di radiologia medica, impegnato nella gestione operativa dell’esame.

La digitalizzazione, le apparecchiature di nuova generazione e la teleradiologia stanno modificando l’organizzazione dei servizi. Medico e tecnico possono trovarsi anche in sedi differenti, ma devono restare collegati all’interno dello stesso percorso; la teleradiologia può risultare utile nelle aree disagiate, nelle emergenze e nei centri con esigenze particolari, a condizione che siano rispettate norme, sicurezza e continuità del confronto professionale.


Competenze diverse, obiettivo comune

Per Diego Catania, presidente della Federazione nazionale degli Ordini Tsrm e Pstrp, la collaborazione deve entrare anche nei luoghi in cui si definiscono le indicazioni per il settore. Documenti, circolari, linee guida e indirizzi condivisi dovranno chiarire responsabilità e compiti, senza creare sovrapposizioni.

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Carmela Galdieri, presidente Tsrm, Tecnici sanitari di radiologia medica, ha ricordato l’evoluzione formativa, scientifica e tecnologica della categoria. Al tecnico spettano gli aspetti pratici dell’esecuzione: applicazione dei protocolli, regolazione dei parametri di acquisizione, miglioramento delle immagini e tutela della radioprotezione, sempre considerando la sicurezza del paziente.


Un confronto che entra nel congresso

La collaborazione annunciata non si limiterà dunque all’attività nelle strutture sanitarie. L’intenzione è coinvolgere entrambe le professioni nella definizione di riferimenti scientifici e organizzativi più chiari, così da rendere omogenee le procedure e rafforzare la qualità delle prestazioni.

«Medico radiologo e tecnico di radiologia costituiscono un binomio indissolubile», ha dichiarato Gandolfo. Secondo la presidente Sirm, il rispetto delle competenze reciproche e una visione condivisa sono particolarmente importanti in una fase di rapida trasformazione della radiologia, nella quale qualità e sicurezza devono accompagnare ogni passaggio dell’esame.

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