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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Trump-Putin, il baratto sui prigionieri può riaprire i commerci

Washington valuta un alleggerimento delle sanzioni in cambio della liberazione di detenuti politici, ma il piano rischia di rafforzare Mosca durante la guerra in Ucraina.

Un possibile riavvicinamento tra Washington e Mosca potrebbe trasformarsi in una nuova fonte di risorse per la Russia mentre il conflitto in Ucraina è ancora aperto. L’amministrazione Donald Trump starebbe valutando un’intesa che colleghi la liberazione di alcuni prigionieri politici da parte del Cremlino a una riduzione delle sanzioni statunitensi.


Il nodo sono le risorse per Mosca

L’iniziativa si trova ancora a uno stadio preliminare, ma punta a preparare nuovi scambi commerciali tra Stati Uniti e Russia anche prima della conclusione della guerra. Tra i comparti potenzialmente coinvolti figurano il petrolio, il gasolio, le terre rare e altre materie prime considerate strategiche.

Un ritorno della Russia nei circuiti dell’economia mondiale garantirebbe nuove entrate a Mosca. Proprio questo aspetto preoccupa l’Ucraina, diversi governi europei e alcuni alleati di Trump al Congresso: il denaro proveniente dagli accordi potrebbe sostenere l’economia russa e, indirettamente, la sua capacità bellica, mentre il Paese continua a essere considerato una minaccia per gli alleati europei degli Stati Uniti.


La formula già sperimentata in Bielorussia

L’architetto dell’ipotesi è John Coale, inviato speciale degli Stati Uniti in Bielorussia. Il funzionario avrebbe sottoposto il progetto a Trump nei mesi scorsi, ottenendo il via libera del presidente; ora starebbe cercando di trasferire a Mosca il metodo sperimentato con Minsk.

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Da oltre un anno Coale lavora con Alexander Lukashenko, il presidente bielorusso, e avrebbe contribuito alla scarcerazione di centinaia di detenuti. In parallelo, Washington ha attenuato alcune misure restrittive contro Minsk e avviato un’intesa per l’acquisto di fertilizzanti, una delle principali esportazioni del Paese.


Trump cerca un risultato diplomatico

La liberazione dei prigionieri potrebbe offrire a Trump un successo da presentare come prova del suo impegno nella diplomazia e nella ricerca della pace. Il risultato avrebbe anche un peso rispetto alla sua aspirazione al Nobel per la pace.

Nel quadro dei contatti già avviati, Mosca sarebbe inoltre coinvolta nelle trattative per un possibile accordo sui sali di potassio bielorussi. Il progetto resta comunque esposto a forti contestazioni: Kiev e gli Stati europei temono che l’apertura commerciale possa arrivare mentre la Russia mantiene intatta la pressione militare sull’Ucraina.

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