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Attualità 2 min di lettura10 ore fa

Trump guarda agli oceani: Pacifico o Atlantico nel mirino

Dopo le proposte su New Mexico e Stretto di Hormuz, il presidente statunitense immagina di legare il proprio nome a un oceano e a un fiume

Le autorità del New Mexico hanno respinto l’idea di trasformare lo Stato in “New America”. Il nome attuale, hanno ricordato, compare nell’articolo 1 della costituzione statale e potrebbe essere modificato soltanto attraverso un’iniziativa locale.

La proposta di Donald Trump puntava a eliminare il riferimento al Messico, Paese che il presidente accusa da tempo di non contrastare abbastanza l’ingresso negli Stati Uniti di migranti e droga. Il muro istituzionale si è aggiunto alle contestazioni già emerse su altre ambizioni territoriali della Casa Bianca.


Il nuovo bersaglio è l’oceano

Nel corso di un comizio a Clarksville, in Tennessee, Trump ha rilanciato un’idea già evocata in passato: assegnare il proprio nome al Pacifico oppure all’Atlantico. Il presidente ha sostenuto che l’operazione potrebbe essere realizzata entro la fine del mandato.

«Dovremmo prendercelo prima» della conclusione del mandato, ha detto sorridendo davanti ai sostenitori. Nello stesso intervento ha aggiunto di voler individuare anche un fiume da ribattezzare, escludendo però l’Hudson e il Mississippi.


Dalle mappe al Medio Oriente

L’attenzione di Trump si è concentrata anche sullo Stretto di Hormuz, snodo strategico del Medio Oriente coinvolto nelle tensioni legate alla guerra in Iran. Nelle ultime settimane lo ha definito più volte “territorio americano” e ha diffuso immagini del passaggio con le diciture “territorio Usa” e “stretto di Trump”.

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La ricerca di nuovi nomi e nuove rivendicazioni si inserisce in una linea politica più ampia. All’inizio del mandato il presidente aveva ipotizzato di fare del Canada il 51esimo Stato americano, suscitando una dura reazione da parte canadese.


Groenlandia e ambizioni territoriali

In seguito Trump aveva rivolto le proprie mire alla Groenlandia, motivandole con ragioni di sicurezza nazionale. Per l’isola artica, considerata strategica, la sua amministrazione ha poi raggiunto un’intesa sulla sicurezza con Copenaghen e Nuuk.

Celebrando quell’accordo, il presidente aveva annunciato la costruzione di due basi militari di grande importanza. Il tema del nome dell’oceano, dunque, non rappresenta un episodio isolato, ma un altro capitolo della sua serie di proposte geografiche e territoriali.

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