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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Concerti e legalità, due stop in Sicilia: cosa hanno deciso i Comuni

A Termini Imerese salta la festa con Mauro Nardi, mentre a Marsala i giudici confermano il divieto per l’esibizione di Daniele De Martino.

A Marsala il Comune ha ottenuto dal Tribunale amministrativo regionale della Sicilia la conferma del provvedimento che impedisce l’utilizzo del Teatro Impero per il concerto di Daniele De Martino, previsto il 24 ottobre. Il cantante neomelodico palermitano, il cui vero nome è Antonino Galluzzo, aveva impugnato la decisione dell’amministrazione guidata da Andreana Patti, ma il 12 ottobre i giudici hanno respinto il ricorso.

La sindaca aveva motivato la revoca richiamando le notizie riguardanti l’artista e precedenti interventi delle autorità di pubblica sicurezza in occasione di eventi analoghi. A carico di De Martino era inoltre emersa un’indagine della Guardia di Finanza di Palermo per evasione fiscale, accompagnata dal sequestro di beni per oltre 220.000 euro tra denaro contante, gioielli e orologi Rolex.


Marsala difende la scelta in tribunale

Secondo il Comune, il procedimento era stato istruito in modo adeguato e la revoca poggiava su una nuova valutazione dell’interesse pubblico. La decisione amministrativa è stata avviata dalla stessa Patti dopo avere esaminato le informazioni sull’artista e i provvedimenti adottati in altri territori.

Nel spiegare il diniego, la sindaca ha collegato l’uso degli spazi comunali alla storia della città e ai valori istituzionali. Marsala, ha sostenuto, è insignita della Medaglia d’oro al Valor civile e porta i segni della lotta alla mafia: per questo chi governa deve assicurare che le strutture pubbliche siano compatibili con Costituzione, legalità e rispetto delle istituzioni.


A Termini Imerese salta la festa

Una decisione analoga riguarda Termini Imerese, dove Maria Terranova, sindaca del Movimento 5 Stelle, ha negato l’autorizzazione e il patrocinio municipale a una festa di quartiere dedicata a San Daniele. L’iniziativa, fissata per il 17 ottobre, avrebbe previsto un concerto in piazza con la partecipazione, tra gli altri artisti, di Mauro Nardi.

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La verifica svolta dagli uffici dopo la richiesta dell’associazione organizzatrice ha riportato all’attenzione alcune dichiarazioni rese in passato dal cantante. Nardi aveva raccontato di essersi esibito in feste private frequentate da esponenti di Cosa nostra e di avere avuto rapporti di vicinanza con i Casamonica. Per Terranova, quei contenuti rendevano incompatibile la presenza dell’artista con un evento sostenuto dal Comune.


Le parole di Nardi sui boss

I racconti erano comparsi nel 2019 nel documentario “Le Mani su Roma – Casamonica”, trasmesso su Nove e dedicato alla storia del clan. Parlando delle sue esibizioni a Palermo, Nardi aveva citato tra gli invitati Totuccio Inzerillo, Stefano Bontate, Totuccio Contorno e Buscetta, descrivendo l’accoglienza ricevuta durante quelle serate.

Nel programma il cantante aveva anche riferito di avere assecondato le richieste musicali di Vittorio Casamonica, compresa “Tu ca nun chiagne”, e di considerare positivo il rapporto con quella famiglia. Aveva inoltre menzionato altri gruppi criminali e spiegato che i compensi, i regali e l’ospitalità contribuivano a creare un legame personale. “E noi siamo i loro artisti”, aveva concluso.

Terranova ha definito inaccettabile quel modo di presentare i rapporti con ambienti mafiosi e criminali. La sindaca ha ribadito che Termini Imerese vuole rappresentarsi attraverso la legalità e il rifiuto di messaggi ambigui, richiamando le figure di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato, Rosario Livatino, don Pino Puglisi e Rocco Chinnici, oltre alle donne e agli uomini che hanno combattuto la mafia.

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