Salvini lascia la segreteria: la mossa per tornare in corsa
Il leader della Lega ha lasciato formalmente l’incarico in vista del congresso straordinario di Milano del 24 e 25 ottobre, dove potrà ripresentare la propria candidatura.
Matteo Salvini ha rinunciato alla guida della Lega per rispettare le regole che disciplinano la candidatura al prossimo congresso straordinario. La procedura apre così la strada alla sua possibile nuova corsa per la segreteria, ma nel frattempo modifica anche gli equilibri interni del partito.
La reggenza fino al congresso
Con l’uscita di Salvini dall’incarico, decadono anche le posizioni dei vicesegretari. La gestione provvisoria della Lega è stata affidata ad Alberto Di Rubba, nominato commissario con il compito di reggere il partito fino all’appuntamento congressuale.
Il congresso straordinario si terrà a Milano il 24 e 25 ottobre. A guidarne i lavori sarà Lorenzo Fontana, presidente della Camera e parlamentare del Carroccio.
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La candidatura resta possibile
Le dimissioni rappresentano un passaggio richiesto dai regolamenti per consentire a Salvini di ripresentarsi alla guida della Lega. Il leader ha quindi lasciato formalmente il ruolo, senza che questo chiuda la possibilità di una sua candidatura al congresso.
La decisione produce anche un effetto immediato sull’organizzazione del partito: fino alla riunione di Milano, la funzione di reggente sarà esercitata da Di Rubba, mentre la presidenza dell’assemblea spetterà a Fontana.
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