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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Trump frena la stretta su Mosca: cosa cambia per petrolio e dazi

La Casa Bianca sospende diverse misure della legge Graham contro la Russia, comprese le tariffe fino al 100% per i Paesi che acquistano energia da Mosca.

Il contenimento dei prezzi dei carburanti diventa una delle ragioni centrali della nuova linea di Washington verso Mosca. L’amministrazione Trump sta infatti riducendo, almeno temporaneamente, la pressione sulle forniture energetiche russe in una fase segnata dall’aumento dei costi dell’energia e dalle tensioni legate alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.

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Energia russa, prevale la cautela

La settimana precedente Donald Trump aveva già annunciato un’intesa per acquistare diesel dalla Russia. L’obiettivo indicato dalla Casa Bianca era aumentare la disponibilità di prodotto sui mercati e contribuire a calmierare i prezzi alla pompa.

Secondo Reuters e CBS News, il nuovo orientamento si colloca nello stesso quadro: Washington intende tenere sotto controllo l’impatto economico della crisi energetica. L’apertura sui prodotti russi assume così un rilievo non soltanto diplomatico, ma anche legato alle esigenze interne degli Stati Uniti.


Dazi congelati per gli acquirenti

La sospensione riguarda anche le possibili ritorsioni commerciali contro i Paesi che continuano a comprare petrolio e gas russi. Cina e India rientrano tra i principali mercati interessati: in presenza delle condizioni previste dalla legge, le loro merci avrebbero potuto subire tariffe aggiuntive fino al 100%.

La normativa mirava a rendere più onerose le importazioni di idrocarburi da Mosca, con l’intento di comprimere le entrate destinate a sostenere l’economia russa e lo sforzo bellico del Cremlino. Il provvedimento presidenziale rinuncia per ora all’applicazione di queste misure, ma incarica comunque l’amministrazione di seguire gli acquisti di energia russa e le possibili elusioni delle restrizioni.


La scelta prevista dalla legge

La decisione è stata formalizzata da Trump il 16 ottobre 2026 attraverso un ordine esecutivo pubblicato dalla Casa Bianca. Il testo sospende gran parte delle sanzioni e dei dazi collegati alla legge Graham, approvata per rafforzare la pressione economica sulla Russia dopo l’inizio della guerra in Ucraina.

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La stessa legge consente al presidente di congelare alcune disposizioni, purché certifichi al Congresso che tale scelta risponde all’interesse nazionale degli Stati Uniti. Trump ha comunicato di aver presentato la certificazione richiesta, motivando anche così la rinuncia temporanea alle nuove misure.


Mosca non è libera dalle sanzioni

Il congelamento non elimina l’intero apparato sanzionatorio americano contro la Russia. Restano operative le misure introdotte in precedenza sulla base di altri ordini presidenziali e di ulteriori provvedimenti già adottati da Washington.

Tra le disposizioni accantonate figurano anche quelle che avrebbero potuto aumentare del 500% i dazi sui prodotti russi, salvo le eccezioni stabilite dalla normativa. Le deroghe resteranno in vigore finché Trump o le autorità competenti dell’amministrazione non decideranno di modificarle.

L’ordine esecutivo, dedicato all’attuazione della legge Lindsey O. Graham sulle sanzioni contro Russia e Iran del 2026, arriva a pochi giorni dall’entrata in vigore delle misure approvate dal Congresso. La norma era stata firmata dallo stesso Trump il 18 settembre e prevedeva una stretta anche sui cinque maggiori acquirenti di petrolio e gas russi.

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