Funivia a Gerusalemme, il piano torna in campo: il nodo delle case palestinesi
Dopo anni di blocco riparte il progetto che dovrebbe unire la zona occidentale della città alla Città di David, tra contestazioni e il ritiro di una società altoatesina.
Il progetto della funivia di Gerusalemme torna sul tavolo dopo un lungo periodo di stallo. L’opera dovrebbe collegare la parte occidentale della città con il parco della Città di David, area turistica in costruzione a Gerusalemme Est, dove operano gruppi di coloni.
Il rilancio riaccende però la controversia sull’impatto dell’infrastruttura. Tra le contestazioni c’è l’ipotesi di demolire abitazioni palestinesi per fare spazio alla linea, un passaggio destinato ad alimentare ulteriormente le tensioni intorno al progetto.
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Il tracciato riapre una vecchia disputa
L’idea della funivia era stata congelata per anni, ma le autorità israeliane hanno deciso di riprenderla. Il collegamento è stato concepito per raggiungere il complesso della Città di David partendo dalla zona occidentale di Gerusalemme.
La destinazione prevista si trova nella parte orientale della città, in un’area dove i coloni stanno realizzando un parco con finalità turistiche. Proprio la collocazione dell’opera rende il progetto particolarmente sensibile, perché si inserisce in uno dei contesti più contesi di Gerusalemme.
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Il passo indietro della società di Bolzano
Nella fase iniziale della pianificazione era stata coinvolta, per la consulenza tecnica, una società con sede a Bolzano. L’azienda, tuttavia, ha scelto di abbandonare l’incarico a ottobre, mentre il progetto era ancora al centro del confronto.
Il ritiro della società italiana si colloca dunque nel percorso travagliato della funivia, rimasto fermo per anni prima del nuovo rilancio. Restano al centro del dibattito sia la realizzazione del collegamento sia le conseguenze sulle abitazioni palestinesi interessate dal tracciato.
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