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Attualità 3 min di lettura26 min fa

The Strokes, Bologna li ritrova così: classici, sorprese e Bella ciao

All’Unipol Arena la band newyorkese alterna i brani storici alle novità di Reality Awaits, con Casablancas imprevedibile e un finale affidato a Bella ciao.

A Bologna gli Strokes non provano a ricostruire il passato: lo attraversano, lo reinventano e in alcuni momenti lo mettono apertamente in discussione. Davanti a un’Unipol Arena esaurita, la band newyorkese ha riunito i brani che hanno segnato il rock dei primi anni Duemila e le tracce del nuovo album Reality Awaits, pubblicato a luglio e prodotto da Rick Rubin.

Il risultato è stato un concerto sospeso tra memoria e cambiamento. Il pubblico ha ritrovato Reptilia, Last Nite e Someday, ma ha anche assistito a una serata piena di deviazioni inattese: dalle nuove soluzioni vocali di Julian Casablancas fino a Bella ciao, cantata da Fabrizio Moretti insieme all’intera arena.

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Casablancas non segue il copione

L’attesa italiana per gli Strokes durava dal 2011, quando l’esibizione di Vigevano era stata condizionata da problemi tecnici e conclusa con una scaletta ridotta. Quella di Bologna, unica tappa nel Paese, ha invece confermato il grande interesse attorno alla formazione, tornata a esibirsi davanti a sale piene e a un pubblico che ha reso introvabili i biglietti.

Casablancas è entrato in scena con un lungo cappotto nero e gli occhiali da sole, mantenendo quell’abbigliamento per tutta la serata nonostante il caldo. Ha cantato spesso rivolto verso il fondo del palco, si è mosso seguendo traiettorie irregolari e ha lasciato spazio alla propria consueta imprevedibilità. Ma il rapporto con gli spettatori è riemerso immediatamente quando, dopo appena un brano, è partita Reptilia: persino il cantante ha reagito con sorpresa all’entusiasmo dell’arena.


Il passato resta, ma cambia forma

La scaletta ha messo fianco a fianco Hard to Explain, Last Nite, Take It or Leave It e The Adults Are Talking, insieme a Dine N’ Dash, Lonely in the Future e ad altri episodi dell’ultimo disco. L’apertura è stata affidata a Tyrants of the Mellow Moon, una scelta che ha indicato fin dall’inizio la volontà di non trasformare il concerto in una semplice celebrazione degli esordi.

Da Is This It? del 2001, album diventato il riferimento del ritorno del garage rock, il gruppo ha modificato più volte il proprio linguaggio. Room on Fire aveva consolidato quella formula, mentre Angles, Comedown Machine e The New Abnormal avevano introdotto soluzioni differenti senza cancellare l’identità originaria. Reality Awaits aggiunge un ulteriore elemento di rottura: l’Auto-Tune applicato alla voce di Casablancas, discusso da critica e fan, diventa uno dei tratti più riconoscibili del nuovo percorso.

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Da New York a Bologna, la sorpresa

Il cantante ha mantenuto anche in Italia l’atteggiamento poco prevedibile mostrato in altre date, tra battute, variazioni nei testi e modifiche improvvise ai brani. Quando ha chiesto quanti spettatori non fossero bolognesi, la maggioranza delle mani si è alzata; Casablancas ha risposto scherzando: «Allora potete uscire», indicando la porta dell’arena.

Negli ultimi mesi la band ha inoltre ampliato il proprio racconto pubblico. Il 2 ottobre, al concerto di Flushing Meadows, Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez avevano introdotto gli Strokes parlando di disuguaglianze economiche e opposizione all’autoritarismo. A Bologna il passaggio politico è arrivato in una forma diversa e inattesa: Moretti ha iniziato a intonare Bella ciao, coinvolgendo prima Casablancas e poi migliaia di persone, prima di tornare alla batteria e lanciare Lonely in the Future.


Una band ancora influente

Il riferimento degli Arctic Monkeys agli Strokes, contenuto nel verso «Volevo soltanto essere uno degli Strokes», fotografa l’impatto esercitato dal gruppo su chi è arrivato dopo. Allo stesso tempo, quella frase richiama la lunga ricerca degli stessi musicisti, impegnati da anni a non restare prigionieri del suono con cui si erano imposti.

A Bologna non è tornata la formazione del 2001, e nemmeno avrebbe potuto farlo. Sono comparsi invece gli Strokes del presente: meno disponibili a ripetere la formula iniziale, ma ancora capaci di far cantare e saltare un’intera arena con Reptilia e Last Nite, oltre che di spiazzarla con una versione collettiva di Bella ciao.

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