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Attualità 2 min di lettura15 min fa

Trump conferma attacchi su Qeshm e tratta con Teheran

Il presidente parla di operazioni limitate contro le difese aeree e di progressi nei negoziati sul nucleare iraniano

Donald Trump ha confermato nuovi attacchi statunitensi contro l’isola iraniana di Qeshm e ha riferito di progressi nei contatti con Teheran.

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Gli attacchi sull’isola

Parlando venerdì con i giornalisti a West Palm Beach, in Florida, il presidente ha spiegato che le forze americane hanno colpito sistemi iraniani di difesa aerea nello Stretto di Hormuz. Trump ha definito le operazioni circoscritte: «Abbiamo effettuato piccoli attacchi. Avevano costruito un piccolo dispositivo antiaereo e lo abbiamo distrutto in circa 15 minuti, forse cinque».

Poche ore prima, l’agenzia iraniana Tasnim aveva riferito del lancio di due missili contro Qeshm, nel Golfo Persico. Non sono ancora stati comunicati dati ufficiali su eventuali vittime o danni; le autorità dovrebbero fornire ulteriori informazioni dopo le verifiche.


Il ruolo di J.D. Vance

Il vicepresidente J.D. Vance avrebbe preso parte direttamente, nelle ultime due settimane, a colloqui indiretti con l’Iran. L’obiettivo sarebbe arrivare a una nuova tregua e riaprire il negoziato sul programma nucleare, secondo fonti informate sui contatti.

Il suo coinvolgimento rappresenterebbe il livello più alto raggiunto dall’ultimo ciclo di discussioni con Teheran. Vance starebbe inoltre cercando di favorire il disimpegno degli Stati Uniti da un conflitto che, a suo giudizio, ha contribuito alle pesanti perdite del Partito Repubblicano nelle elezioni di metà mandato.


Le opzioni sul tavolo

Trump deve decidere tra tre possibilità, tutte caratterizzate da rilevanti difficoltà. La prima consiste nel riavviare la campagna militare contro l’Iran, con possibili ripercussioni sul prezzo della benzina e senza garanzie di risultati migliori rispetto alle precedenti operazioni.

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La seconda strada prevede di aumentare la pressione economica, mantenendo sanzioni e blocco navale mentre proseguono i tentativi diplomatici. La terza ipotesi è un’intesa che richiederebbe concessioni significative a Teheran, ma la Repubblica islamica potrebbe respingerle oppure chiedere condizioni più onerose.


I contatti diplomatici

Nel frattempo, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto conversazioni telefoniche con i mediatori di Qatar, Arabia Saudita, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Oman ed Egitto. A Mosca, inoltre, il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano Mohsen Rezaei ha incontrato Vladimir Putin e ha consegnato al presidente russo un messaggio della Guida Suprema Mojtaba Khamenei.

Il Qatar sta lavorando a una proposta articolata in due giornate. In una prima fase Washington sospenderebbe il blocco navale e renderebbe disponibili alcuni fondi iraniani, mentre Teheran inviterebbe l’Agenzia internazionale per l’energia atomica a inviare ispettori nei siti nucleari. Il giorno seguente dovrebbe essere riaperto lo Stretto di Hormuz, con la ripresa dei negoziati sulle scorte iraniane di uranio altamente arricchito.

L’incontro tra Trump e i consiglieri per la sicurezza nazionale, tenuto giovedì, è stato il primo dopo le elezioni di metà mandato. Il presidente ha assicurato che una decisione sull’Iran sarà presa a breve, mentre continuano le trattative per individuare una soluzione al conflitto.

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