Trump chiama, le campagne frenano: il rischio per il voto di metà mandato
Tra costi in aumento, dazi e manodopera ridotta, una parte dell’elettorato rurale valuta l’astensione senza però avvicinarsi ai democratici.
Il presidente insiste perché le elezioni di metà mandato siano interpretate come un giudizio sul suo operato e invita gli elettori a comportarsi «come se sulla scheda ci fosse il mio nome». Gli analisti, tuttavia, prevedono che una parte del suo tradizionale sostegno possa non trasformarsi in voti.
Donald Trump sta attraversando gli Stati in bilico per aiutare i candidati repubblicani, mentre il malcontento nelle aree rurali rischia di ridurre la partecipazione proprio nei territori più importanti per gli equilibri del Congresso.
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Le campagne rurali voltano le spalle
Molti agricoltori e allevatori non sembrano orientati a scegliere i democratici, ma valutano di restare a casa. La protesta nasce dalla distanza percepita tra le promesse della destra e le difficoltà quotidiane delle aziende agricole.
Dee Davis, dal Kentucky, ritiene improbabile rivedere l’impegno mostrato nel 2024 dagli elettori trumpiani delle zone rurali: «Quest’anno non credo abbiano voglia di fare sforzi del genere», ha spiegato il presidente del Center for Rural Strategies, ricordando chi allora percorse decine di miglia anche durante una tempesta per raggiungere i seggi.
Costi e debiti mettono sotto pressione
Il comparto sconta rincari consistenti per il diesel, i fertilizzanti, i trattori e altri strumenti indispensabili. A peggiorare il quadro contribuiscono le oscillazioni nella politica dei dazi, le restrizioni sui lavoratori immigrati e gli effetti della guerra in Iran sulle spese di gestione.
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Le stime del dipartimento dell’Agricoltura indicano per quest’anno un reddito netto delle aziende inferiore del 2,6% rispetto al 2025; considerando l’inflazione, la riduzione arriva al 5,5%. Il Farm Bureau prevede perdite sui raccolti almeno fino al 2027, mentre numerose imprese fanno ricorso al credito e portano il debito agricolo su livelli mai raggiunti prima.
Il malcontento supera i confini locali
La protesta si estende dal Mississippi, dove prevalgono le coltivazioni di soia, al Kansas degli allevamenti bovini. Segnalazioni analoghe arrivano anche da Iowa, Texas, South Carolina e North Carolina, a conferma di una difficoltà che attraversa aree produttive molto diverse.
Gli allevatori contestano l’abolizione dei dazi sulla carne bovina importata, mentre i coltivatori denunciano l’aumento delle spese per carburante, concimi e macchinari. I repubblicani si trovano così sulla difensiva anche in distretti rurali tradizionalmente conservatori, non soltanto in California: quei territori potrebbero risultare determinanti per la maggioranza alla Camera e al Senato.
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