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Attualità 2 min di lettura11 ott

Trump al 34%: l’economia apre la strada ai democratici

Il presidente perde sostegno anche tra i suoi elettori, mentre il malcontento per prezzi e lavoro rafforza il vantaggio democratico verso il voto di novembre.

Tra gli americani che lo avevano scelto nel 2024, oggi meno del 70% promuove l’operato di Donald Trump. A maggio la quota raggiungeva l’80%, ma il presidente conserva comunque un dato significativo: l’80% dei suoi sostenitori afferma di voler votare per il candidato repubblicano nel proprio collegio.


I democratici vedono un margine utile

Il clima elettorale, intanto, sembra favorire i democratici. Nelle intenzioni di voto per la Camera dei rappresentanti il partito registra un vantaggio superiore a cinque punti percentuali rispetto ai repubblicani.

Le proiezioni del Cook Political Report indicano inoltre una possibile crescita della delegazione democratica, con una conquista stimata tra 9 e 19 seggi aggiuntivi alla Camera. Il risultato finale dipenderà dal voto di novembre, ma il dato segnala una difficoltà per il partito del presidente.


Prezzi e lavoro sono il punto debole

La maggiore insoddisfazione riguarda la gestione economica. Soltanto un elettore su quattro approva l’azione di Trump su economia e occupazione, mentre il consenso sulla lotta all’inflazione si ferma approssimativamente al 20%.

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Il giudizio generale sullo stato dell’economia nazionale è altrettanto negativo: oltre due intervistati su tre pensano che gli Stati Uniti stiano imboccando una direzione sbagliata. Il 45% ritiene anche che Trump stia complicando le possibilità dei candidati repubblicani di affermarsi nelle elezioni di novembre.


Il consenso presidenziale resta fragile

Il quadro emerge da una rilevazione realizzata da Financial Times insieme a Focaldata, condotta a poche settimane dalle elezioni di metà mandato. Il gradimento complessivo del presidente si attesta al 34%, senza segnali di recupero rispetto alla fase precedente.

La debolezza del consenso non riguarda quindi soltanto gli elettori indipendenti o gli avversari politici. Anche all’interno della sua stessa base si osserva una riduzione delle valutazioni positive, sebbene la maggioranza dei suoi precedenti elettori continui a dichiararsi pronta a sostenere il candidato repubblicano nel proprio distretto.

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