Trento, 17enne arrestato: armi e manuali per ordigni in casa
Il giovane, monitorato nei canali suprematisti, avrebbe diffuso propaganda neonazista e mostrato interesse per attentati, armi e tecniche contro obiettivi umani.
Un 17enne della provincia di Trento è stato arrestato dopo una perquisizione che ha portato alla luce materiale riconducibile all’estremismo neonazista e suprematista. Nella sua abitazione e nei dispositivi elettronici sono stati trovati armi bianche, istruzioni per costruire ordigni, indicazioni su sostanze pericolose e contenuti collegati ad attentati terroristici.
Il provvedimento, emesso dalla Procura di Venezia, è stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari. Il ragazzo è stato trasferito nel Centro di prima accoglienza di Treviso.
Un profilo radicalizzato e violento
L’indagine è partita nell’autunno scorso, quando la Digos di Verona ha iniziato a controllare alcuni ambienti suprematisti presenti sulle piattaforme digitali. Secondo gli investigatori, il minorenne avrebbe mostrato una radicalizzazione ideologica particolarmente marcata e una crescente disponibilità verso l’uso della violenza.
Dalle attività di monitoraggio sarebbe emerso anche il suo coinvolgimento nel gruppo F.F.I. Fronte Fascista Italiano, attivo sui social network e sui servizi di messaggistica. Il giovane avrebbe ricoperto il ruolo di vice capo e avrebbe partecipato alla selezione di nuovi aderenti. Avrebbe inoltre pubblicato messaggi di propaganda e contenuti celebrativi legati ad Atomwaffen Division, organizzazione suprematista terroristica.
Cosa è stato trovato durante i controlli
Nell’abitazione sono comparsi vessilli neonazisti e suprematisti, insieme a fogli con simboli, disegni ed emblemi riferibili a quelle ideologie. Gli investigatori hanno sequestrato anche diverse armi bianche, tra cui katane, machete, coltelli di varie dimensioni e balestre, oltre a pistole e fucili destinati alle simulazioni di combattimento.
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L’analisi dei telefoni ha ampliato il quadro. Oltre alla propaganda estremista, sono stati individuati manuali sulla fabbricazione di ordigni e sul funzionamento delle armi da fuoco, elenchi di veleni letali, indicazioni su sostanze chimiche aggressive e un documento dedicato al pedinamento e alla soppressione di possibili bersagli umani.
Il riferimento alla strage di Christchurch
Tra il materiale sequestrato figurano anche il manifesto Hater Handbook, attribuito al collettivo terroristico Maniac Murder Cult, e il filmato completo dell’attentato compiuto a Christchurch nel 2019 da Brenton Tarrant. In alcune conversazioni, il responsabile della strage sarebbe stato presentato dal 17enne come una figura da imitare.
Gli investigatori hanno riferito di avere trovato messaggi compatibili con l’intenzione di passare rapidamente all’azione. Nei dialoghi si faceva riferimento a possibili aggressioni con armi artigianali contro categorie indicate come nemiche, tra cui ebrei, immigrati, omosessuali, magistrati e politici.
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