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Attualità 3 min di lettura11 ott

Tregua energetica, l’annuncio di Trump spiazza Kiev: cosa succede ora

Washington proclama lo stop agli attacchi sulle infrastrutture, ma l’Ucraina denuncia nuovi raid e chiede condizioni certe prima di aderire all’intesa.

Il cessate il fuoco annunciato da Donald Trump sulle infrastrutture energetiche russo-ucraine nasce sotto il segno dell’incertezza. Mentre Washington parla di un’intesa già accettata da entrambe le parti, Kiev sostiene di non essere stata informata in anticipo e segnala attacchi russi avvenuti anche dopo la dichiarazione americana.


L’annuncio americano divide le parti

Trump ha comunicato attraverso Truth l’entrata in vigore immediata di una pausa nei raid contro impianti e reti energetiche. Secondo il presidente degli Stati Uniti, Russia e Ucraina avrebbero raggiunto un’intesa e dovrebbero rispettarla senza eccezioni.

Volodymyr Zelensky ha invece riferito di aver appreso la notizia soltanto dopo la pubblicazione del messaggio. In un’intervista ad Axios ha spiegato: «Se i russi accetteranno un cessate il fuoco nel settore energetico, anche l’Ucraina accetterà». Il presidente ucraino ha chiesto inoltre a Washington di indicare con precisione la data di avvio e i contenuti dell’accordo.

Poco dopo, Zelensky ha ribadito di attendere chiarimenti dagli Stati Uniti insieme ai Paesi alleati. Kiev, ha fatto sapere, è favorevole alle iniziative capaci di ridurre l’escalation e proteggere la popolazione, ma ritiene indispensabile che l’impegno venga assunto anche da Mosca.


Kiev denuncia nuovi attacchi

Nel colloquio con Ursula von der Leyen, Zelensky ha riferito di bombardamenti russi contro obiettivi energetici ucraini successivi all’annuncio di Trump. A Kiev sarebbe stata colpita una centrale, con interruzioni della corrente in diverse aree; altri attacchi avrebbero interessato impianti nella regione di Kharkiv e la centrale CHP-5.

La situazione si è aggravata con il missile che ha colpito un negozio di alimentari nella periferia di Kharkiv. Il governatore Oleh Syniehubov ha comunicato la morte di tre persone e il ferimento di altre nove, tra cui due bambini.

Zelensky ha collegato la capacità di resistenza ucraina al sostegno internazionale. Ha ringraziato von der Leyen per i 1,24 miliardi di euro già destinati alla difesa e per la conferma di ulteriori 3 miliardi di euro di aiuti militari, attesi la prossima settimana.

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La Francia ha dichiarato di sostenere una vera sospensione degli attacchi energetici, accusando però la Russia di proseguire la pressione sulle infrastrutture ucraine. Anche von der Leyen ha appoggiato la richiesta di Kiev, includendo nella protezione le reti energetiche e le forniture alimentari di entrambe le nazioni.


Il nodo delle elezioni in Ucraina

Parallelamente alla tregua energetica, lo scontro tra Trump e Zelensky si è allargato alla questione elettorale. Il presidente americano ha sostenuto che l’Ucraina dovrebbe scegliere un nuovo capo dello Stato, mentre Kiev ricorda che la guerra rende impraticabile il voto per ragioni di sicurezza e per i vincoli previsti dalla legislazione e dalla Costituzione.

Rispondendo alle pressioni della Casa Bianca, Zelensky ha affermato: «Se il presidente Trump vuole davvero le elezioni in Ucraina, dica a Putin di darci due mesi: 60 giorni di cessate il fuoco e faremo le elezioni». Il presidente ucraino ha aggiunto che la decisione su tempi, modalità e candidato spetta esclusivamente alla società ucraina.

Secondo Zelensky, durante un conflitto non esistono le condizioni minime per garantire agli elettori sicurezza e accesso ai seggi. Ha quindi proposto una sospensione totale delle ostilità per 60 giorni come premessa organizzativa, dichiarando di essere pronto ad accettare qualunque risultato scelto dagli elettori.

Sul fronte americano, Trump considera Kiev responsabile del mancato raggiungimento della pace e accusa Zelensky di avere ordinato attacchi ripetuti contro le raffinerie russe. La ricostruzione diffusa nel testo collega inoltre la tensione sulle forniture energetiche alla sospensione, fino ad aprile, delle sanzioni americane sul settore e alla promessa russa di inviare gasolio agli Stati Uniti.

Un rapporto del Financial Times, citando funzionari europei, riferisce infine che Washington avrebbe minacciato di interrompere il sistema attraverso cui arrivano armi all’Ucraina. L’obiettivo sarebbe spingere Kiev a fermare le incursioni in profondità contro le infrastrutture energetiche russe, rendendo ancora più delicato il futuro della tregua annunciata.

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