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Attualità 1 min di lettura10 ore fa

Tregua energetica, Kallas avverte Mosca: ora servono fatti

L’Alta rappresentante dell’Unione europea accoglie l’intesa sul settore energetico, ma chiede garanzie concrete e pressioni per fermare la guerra in Ucraina.

Il punto decisivo, secondo Kaja Kallas, è capire se Mosca manterrà l’impegno sulla tregua energetica. L’Alta rappresentante dell’Unione europea ha espresso cautela arrivando al Consiglio Affari esteri in Lussemburgo, dove ha chiesto di non fermarsi a un’intesa limitata alle infrastrutture.


Mosca deve dimostrare affidabilità

Kallas ha definito positiva la sospensione degli attacchi contro il comparto energetico, ma ha subordinato il giudizio alla sua effettiva applicazione. «Accogliamo con favore la tregua nel settore energetico, purché venga rispettata», ha affermato, sottolineando che finora non è ancora chiaro se anche la Russia intenda attenersi all’accordo.

La rappresentante europea ha quindi messo in evidenza il nodo dei controlli e dell’attuazione concreta. L’intesa, per essere credibile, dovrà tradursi in comportamenti verificabili da parte russa e non restare soltanto un annuncio diplomatico.

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La richiesta di fermare la guerra

Nel suo intervento, Kallas ha allargato il discorso oltre la protezione delle infrastrutture. Ha spiegato che, sul piano personale, vorrebbe una tregua capace di salvaguardare direttamente la popolazione: «Vorrei anche che la tregua si applicasse alle persone, che non venissero uccise persone».

Da qui l’appello dell’Alta rappresentante a rafforzare la pressione internazionale su Mosca. «Dovremmo esercitare pressioni sulla Russia affinché cessi la guerra», ha dichiarato, osservando che la fine delle ostilità toglierebbe agli ucraini la necessità di adottare misure per difendere il proprio Paese.

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