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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Tre tasse in bilico: la manovra 2027 cerca una via d’uscita

Rinvii, costi per le imprese e possibili effetti sui prezzi riaprono il dossier su bevande zuccherate, imballaggi monouso e piccoli invii dall’estero.

La prossima legge di Bilancio potrebbe dover intervenire su tre prelievi destinati a entrare in scena tra la fine del 2026 e i primi mesi del 2027. Per imprese e consumatori il nodo riguarda la tassa sulle bevande zuccherate, quella sugli articoli in plastica monouso e il prelievo italiano sulle spedizioni di piccolo valore, mentre da novembre è previsto anche l’avvio di una nuova commissione di gestione.

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Il conto dei rinvii pesa sui bilanci

La proroga delle due imposte ambientali è ormai l’ipotesi più concreta. Un’eventuale cancellazione richiederebbe infatti risorse aggiuntive non soltanto nell’anno di riferimento, ma anche per gli effetti finanziari che si rifletterebbero sugli esercizi successivi.

Secondo una stima dell’Osservatorio dei Conti pubblici italiani dell’Università Cattolica, l’ultimo rinvio, inserito nella legge di Bilancio 2026, ha prodotto minori entrate per 73 milioni di euro nel caso della tassa sulla plastica e per 372 milioni relativamente a quella sulle bevande zuccherate. La maggioranza starebbe quindi valutando come reperire i fondi necessari per spostare ancora una volta l’appuntamento.


Bevande e plastica, cosa cambia

Le due imposte erano state concepite per partire nel 2020: a ottobre quella sulle bibite edulcorate, a luglio il prelievo sui prodotti in plastica monouso. Da allora, governi e parlamenti di diverso orientamento hanno approvato complessivamente otto rinvii per la tassa sulla plastica e sette per quella sulle bevande zuccherate.

L’attuale calendario fissa la scadenza al 31 dicembre 2026. La prima misura prevede un’imposta di 0,45 euro per ogni chilogrammo di manufatti destinati a un singolo utilizzo, categoria che comprende confezioni, piatti e stoviglie usa e getta. La seconda applica invece 10 euro per ettolitro ai prodotti finiti e 0,25 euro per chilogrammo alle preparazioni da diluire.

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Mini pacchi, resta il nodo italiano

Nel quadro della manovra rientra anche il futuro del contributo nazionale di 2 euro sulle spedizioni di piccolo importo. Il suo destino dovrà essere coordinato con la nuova commissione di gestione prevista da novembre, ma dal testo disponibile non emergono ancora indicazioni definitive sulla sua conferma, modifica o sostituzione.

Si tratta di un ulteriore dossier con possibili conseguenze lungo la filiera: i costi potrebbero interessare direttamente gli operatori coinvolti e trasferirsi in seguito, almeno in parte, sui prezzi pagati dagli acquirenti.


La maggioranza punta ancora al rinvio

Marco Osnato, presidente della commissione Finanze della Camera ed esponente di Fratelli d’Italia, aveva già indicato la possibilità di un nuovo slittamento. «Non so ancora quale sarà l’estensione temporale del rinvio, spero che si arrivi a un anno, ma questo lo vedremo poi», aveva affermato nei giorni scorsi.

Alla luce del Documento programmatico di bilancio, l’abolizione delle due imposte ambientali appare invece sempre più lontana dalla prossima legge di Bilancio. Il confronto si concentra dunque sulla durata della nuova proroga e sulle coperture necessarie per sostenerla.

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