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Attualità 2 min di lettura4 ore fa

Torino, Piantedosi: violenza respinta e più agenti in strada

Il ministro annuncia altri rinforzi e parla di giovani coinvolti nelle proteste organizzate da gruppi anarchici e antagonisti.

Matteo Piantedosi ha annunciato nuovi rinforzi per Torino e l’area metropolitana in vista delle prossime manifestazioni. Il ministro dell’Interno ha parlato al termine del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

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I rinforzi destinati a Torino

Piantedosi ha assicurato che per i prossimi cortei saranno impiegati contingenti adeguati, facendo riferimento alle modalità già adottate nelle precedenti occasioni. Ha inoltre sostenuto che la gestione dell’ordine pubblico avrebbe mostrato progressi tra i diversi fine settimana e la giornata del 3 novembre.

Nel territorio sono state assegnate 1.250 nuove risorse in un anno e otto mesi, 250 delle quali aggiuntive rispetto alla dotazione ordinaria. Il ministro ha aggiunto che a livello nazionale è stato richiesto l’inserimento di oltre 25.000 unità nelle tre forze di polizia.


Libertà di manifestare e controlli

Parlando delle mobilitazioni già annunciate dai collettivi e dai gruppi studenteschi, Piantedosi ha ribadito che il diritto di manifestare viene garantito su tutto il territorio nazionale. Ha però distinto le iniziative pacifiche dagli episodi di danneggiamento e di aggressione, che secondo il ministro devono essere contrastati anche per tutelare chi protesta senza violenza.

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«Abbiamo sempre assicurato la libertà di manifestazione a chiunque, non abbiamo mai vietato manifestazioni. Ma vanno respinte tutte le forme di violenza», ha detto Piantedosi a Torino. Il ministro ha espresso fiducia nella preparazione delle forze dell’ordine e nella possibilità di affrontare le prossime settimane con gli stessi strumenti già sperimentati.


Proteste e gruppi organizzati

Secondo Piantedosi, nelle mobilitazioni recenti si sarebbe creato un collegamento tra ambienti antagonisti e anarchici attivi a Torino e forme di protesta emerse in precedenza in altri Paesi europei. Il ministro ha inoltre accusato alcuni gruppi di coinvolgere giovani, anche minorenni, per aumentare la partecipazione e alimentare episodi di vandalismo.

Nel suo intervento ha richiamato anche il caso di Youssef Siher, citando un’indagine partita da Milano e collegata, secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, al tentativo di promuovere iniziative disordinate e violente in più città. Piantedosi ha separato il giudizio sui fatti contestati dal percorso giudiziario, dichiarando rispetto per le decisioni assunte in ogni fase e grado di giudizio. A margine del comitato, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha sostenuto che Torino non sopporta più i cortei e ha definito l’occupazione del Campus un sopruso.

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