Torino, occupato il Campus Einaudi: lezioni sospese
Circa 150 studenti hanno trascorso la notte nella sede; l’ateneo sposta esami e tesi in altre strutture
Il Campus Luigi Einaudi di Torino è stato occupato per la prima volta. Le attività didattiche sono sospese fino a sabato 31 ottobre, mentre esami, prove e discussioni di tesi vengono trasferiti in altre sedi dell’ateneo.
Gli studenti dei collettivi hanno annunciato che l’occupazione proseguirà almeno fino al 30 ottobre, data dello sciopero generale. «Domani incontreremo la rettrice Prandi e il prorettore Cuniberti per portare loro le nostre rivendicazioni», hanno dichiarato durante la conferenza stampa.
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Le richieste degli studenti
Circa 150 universitari hanno passato la notte all’interno della palazzina di Giurisprudenza. La mobilitazione coinvolge «Studenti indipendenti», «Cambiare rotta» e altri gruppi del Campus Einaudi, che chiedono un aumento delle risorse destinate all’università, agli studentati pubblici e alle borse di studio.
Tra i temi sollevati c’è anche la richiesta di maggiore trasparenza sui rapporti tra ricerca, industria e attività belliche o a duplice uso. Le rivendicazioni arrivano dopo le proteste delle ultime settimane e coincidono con l’appello per più finanziamenti rivolto proprio dalla rettrice Cristina Prandi durante l’inaugurazione dell’anno accademico.
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Accessi bloccati e lezioni trasferite
I collettivi sono entrati nel Campus nella serata di lunedì 26 ottobre e hanno ostruito alcuni ingressi. La struttura, composta da numerosi edifici di dimensioni ridotte, non era mai stata occupata in precedenza. Pur senza chiudere tutti i varchi, il numero degli accessi bloccati ha spinto l’università a dichiarare inagibile l’intero complesso.
L’ateneo ha sospeso le lezioni in presenza e a distanza per tutta la settimana. Esami, prove intermedie e altre verifiche si svolgono invece in sedi alternative, secondo le comunicazioni inviate sulle piattaforme dedicate; anche il personale tecnico-amministrativo lavora da remoto o viene assegnato temporaneamente ad altri edifici.
L’università ha comunicato di aver avviato un confronto con gli studenti. Per mercoledì 28 ottobre era già previsto un incontro tra i vertici dell’ateneo e i rappresentanti di Cambiare rotta, che avevano richiesto il colloquio la settimana precedente.
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