9.000Lettori online ora
Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Torino, due accuse incrociate: la figlia racconta gli anni di paura

Nel processo che coinvolge un ingegnere di 52 anni e l’ex compagna emergono deposizioni opposte, accuse di persecuzione e il racconto della figliastra oggi maggiorenne.

Il procedimento non riguarda soltanto l’accusa di tentato omicidio contestata all’uomo. Anche l’ex compagna, infatti, deve rispondere di stalking e accesso abusivo al sistema informatico: dopo la separazione avrebbe minacciato di denunciarlo per violenza, copiato i contenuti del suo telefono e contattato alcuni amici per danneggiarne la reputazione. Secondo l’imputazione, inoltre, sarebbe entrata nella sua abitazione causando danni e mettendo in disordine le stanze.

Offerta del giorno13 ottobre

Douglas

-20% su ordini da 69€ da Douglas

Scade tra 5 giorni
*******


Due versioni sulla fine della relazione

A sostenere la posizione dell’ingegnere è stata la sorella, ascoltata dai giudici come testimone. La donna ha descritto l’ex cognata come una persona incline a bere, a urlare e a litigare, aggiungendo che la gelosia avrebbe aggravato i contrasti: il fratello, spesso fuori casa la sera per ragioni professionali, sarebbe stato accusato di avere altre relazioni.

Nel suo racconto è comparato anche un episodio legato alla figlia della coppia. Quando l’uomo le avrebbe chiesto di non utilizzare il cellulare durante i pasti, la madre avrebbe reagito contestandogli il diritto di impartirle ordini. La testimone ha detto che il fratello era ormai “stremato”, attribuendo alla conflittualità della relazione una parte importante del deterioramento familiare.


La figliastra descrive il clima in casa

La figlia dell’ex compagna, oggi adulta, ha invece delineato in aula un ambiente segnato dal controllo e dagli scatti d’ira. Ha riferito che il patrigno pretendeva che leggesse e preparasse una versione di «Uno, nessuno e centomila» di Luigi Pirandello quando frequentava ancora le scuole elementari. Se non lo faceva, ha raccontato, lui le danneggiava il telefono: “Nel corso degli anni me ne avrà sfasciati sette”.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

La giovane ha ricordato anche intrusioni nella sua privacy e un insulto ricevuto dopo essere stata vista mentre abbracciava il fidanzatino. A suo dire, la scuola rappresentava una pausa dalla tensione domestica, mentre i fine settimana erano diventati il momento più difficile perché obbligata a rimanere in casa.


L’episodio dell’auto resta centrale

Il capo d’accusa più grave nasce da una lite avvenuta il 21 agosto 2024. In base alla ricostruzione accusatoria, la donna avrebbe inserito il busto nell’abitacolo dell’auto dell’ex per impedirgli di ripartire; lui avrebbe comunque accelerato, trascinandola per alcune decine di metri.

La vittima riportò lesioni non gravi, ma per la procura l’esito meno severo non dipese dalla volontà dell’imputato. Dopo quell’episodio l’uomo fu arrestato e ora deve affrontare il processo per tentato omicidio, maltrattamenti e stalking nei confronti dell’ex compagna. Sarà la magistratura a stabilire se e in quale misura siano fondate le responsabilità contestate a entrambi.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere