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Attualità 2 min di lettura11 min fa

Tor Sapienza, il superstite accusa: «Ci aspettavano perché neri»

Kingsley Tomsi è sopravvissuto a sei coltellate, mentre Sami è stato trovato morto: gli investigatori cercano il gruppo che avrebbe aggredito i migranti nel parco Fabio Montagna.

«Il ragazzo era bianco, parlava italiano. L’ho guardato in faccia». Kingsley Tomsi ha raccontato di avere fornito agli investigatori una descrizione precisa dell’aggressore, ma di essersi visto mostrare immagini di persone nere. Il particolare, riferito dal ferito, è ora tra gli elementi esaminati per ricostruire la notte di violenza a Tor Sapienza.

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Il superstite nega il movente dello spaccio

Tomsi, 42 anni, manovale nigeriano e richiedente asilo, ha respinto l’ipotesi di un regolamento di conti legato alla droga. Quella sera, ha spiegato, stava soltanto cercando un luogo dove passare la notte dopo essere rimasto senza un riparo.

«Non ho mai spacciato, sono un manovale. Cercavo un posto dove dormire. Ci stavano aspettando perché siamo neri», ha detto l’uomo. Raggiunto da sei coltellate, è stato trovato gravemente ferito dentro un carrello della spesa e trasportato all’Umberto I, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico.


Nel parco l’agguato ai migranti

Tomsi ha riferito che stava attraversando il parco Fabio Montagna insieme a Sami, un connazionale, per raggiungere Rebibbia e cercare un posto in cui dormire. Dalla vegetazione avrebbe sentito alcune voci, poi un giovane con carnagione chiara, frangia e felpa con cappuccio gli avrebbe intimato di passare prima dell’aggressione.

Sami non è sopravvissuto: il suo corpo è stato rinvenuto la mattina seguente all’interno dell’area verde. Un altro migrante, Austin, ha raccontato di essere stato affrontato poco prima nello stesso tratto da ragazzi armati; uno di loro gli avrebbe puntato contro una pistola, ma l’uomo è riuscito a mettersi in salvo scappando.

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Dopo lo sgombero, tensione in periferia

Gli episodi si sono verificati il 29 settembre, poche ore dopo lo sgombero dell’edificio occupato di via Tallone. Lo stabile offriva alloggio a centinaia di persone ed era indicato anche come luogo legato allo spaccio: la sua chiusura ha lasciato numerosi ex occupanti per strada.

Nel quartiere, tra Tor Sapienza e La Rustica, il clima era già segnato da proteste e pattugliamenti serali sostenuti anche da ambienti dell’estrema destra. In questo contesto gli investigatori stanno verificando se nel parco sia stato organizzato un agguato contro i migranti, con giovani italiani armati di coltelli, machete e forse di una pistola.


Indagini riunite dalla Procura

La Polizia sta seguendo il ferimento di Tomsi, mentre i Carabinieri si occupano della morte di Sami. Il pm Paolo Marinaro ha riunito i due filoni investigativi per confrontare i racconti dei sopravvissuti e accertare se gli episodi siano riconducibili allo stesso gruppo.

L’obiettivo è identificare gli autori e chiarire il movente. Tra le ipotesi al vaglio figura anche quella di una violenza a sfondo razziale, alternativa alla pista inizialmente legata al controllo dello spaccio.

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