620notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 2 min di lettura3 ore fa

Fatiha El Afghani muore dopo l’aggressione: il marito rischia l’accusa più grave

La donna è deceduta a Terni dopo cinque mesi di ricovero per le lesioni subite su un autobus; l’uomo era già detenuto per il tentato femminicidio pluriaggravato.

Fatiha El Afghani, 44 anni, è morta all’ospedale di Terni dopo cinque mesi trascorsi in condizioni gravissime. La donna, originaria del Marocco, non ha superato i danni cerebrali irreversibili provocati dall’aggressione subita il 9 maggio su un autobus di linea nella zona di Santa Lucia di Stroncone, a pochi chilometri da Terni.

Il decesso modifica il quadro giudiziario di Mohamed El Messaoudi, il marito arrestato tre giorni dopo l’attacco e tuttora in carcere. L’uomo era accusato di tentato femminicidio pluriaggravato; ora la sua posizione è destinata a diventare più pesante. Per chiarire con precisione le cause della morte sarà eseguita un’autopsia.

Offerta del giorno19 ottobre

Rowenta

-20% sulle aspirapolveri da Rowenta

Scade tra 73 giorni
********


La violenza era già stata denunciata

L’aggressione di maggio non sarebbe stata un episodio isolato. Nell’aprile precedente, infatti, i carabinieri di Terni avevano fermato El Messaoudi per maltrattamenti e lesioni personali nei confronti della moglie, avvenuti nell’abitazione della coppia.

Dopo quell’intervento erano state disposte l’espulsione dell’uomo dalla casa familiare e la proibizione di avvicinarsi ai parenti. A queste misure si era aggiunto il controllo tramite braccialetto elettronico, che però El Messaoudi si sarebbe tolto prima di raggiungere la moglie sul mezzo pubblico.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Otto colpi e una fuga breve

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il 9 maggio l’uomo colpì Fatiha otto volte con un martello mentre lei si trovava sull’autobus. L’attrezzo, comprato poco prima e ancora provvisto dell’etichetta da 3,90 euro, fu recuperato nei pressi del mezzo. Nella stessa area venne trovato anche il dispositivo elettronico, strappato durante la fuga.

Dopo l’attacco, El Messaoudi riuscì inizialmente a far perdere le proprie tracce. Tre giorni più tardi entrò in un bar della zona per fare colazione, ma il personale e alcuni clienti lo riconobbero. Una dipendente lo descrisse come una persona arrivata “in maniera molto tranquilla”: si era seduto, aveva consumato la colazione e aveva pagato prima di uscire.

Mentre il marito veniva individuato e arrestato, Fatiha restava ricoverata in ospedale. I medici hanno tentato per mesi di contenere gli effetti delle lesioni, ma le conseguenze neurologiche riportate nell’aggressione si sono rivelate irreversibili.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere