Tokyo, 35 giorni di pioggia: il conto salato del maltempo
La capitale giapponese ha superato il precedente primato del 2019, mentre precipitazioni eccezionali colpiscono abitazioni, raccolti e benessere dei cittadini.
A Tokyo la pioggia non concede tregua e il bilancio del mese va oltre il semplice primato meteorologico. Dopo 35 giornate consecutive con precipitazioni, la capitale giapponese deve fare i conti con infiltrazioni negli edifici, raccolti danneggiati e disagi che coinvolgono anche la salute dei cittadini. La sequenza, iniziata il 27 agosto, ha superato il precedente record di 33 giorni stabilito nel 2019.
Pioggia record e poca luce
Alle 9 del 30 settembre, nel centro di Tokyo erano caduti 692,5 millimetri di acqua dall’inizio del mese. Il dato equivale a più di tre volte la media di settembre, pari a 224,9 millimetri nel periodo climatico 1991-2020.
A rendere la situazione ancora più pesante è stata la scarsità di sole. L’Agenzia meteorologica giapponese ha calcolato appena 45,8 ore di insolazione a settembre, circa il 40% del valore normalmente atteso. Secondo i dati diffusi da Weathernews, si tratta della serie piovosa più lunga osservata nella capitale dall’avvio delle registrazioni storiche.
Abitazioni e ortaggi sotto pressione
Gli effetti si stanno già riflettendo sull’economia quotidiana. Nell’area metropolitana, le richieste di intervento per infiltrazioni e perdite dai tetti sarebbero aumentate fino a oltre cinque volte rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo quanto riferito da un’emittente televisiva giapponese.
Anche l’agricoltura sta pagando il prezzo del maltempo. Il prezzo all’ingrosso della lattuga e di altri ortaggi a Tokyo è salito oltre il doppio dei livelli abituali del periodo: i produttori segnalano problemi legati all’acqua in eccesso, alla limitata esposizione al sole e alla maggiore difficoltà nella raccolta.
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El Niño alimenta il fronte piovoso
La persistenza delle precipitazioni dipende anzitutto dal fronte autunnale delle piogge, rimasto quasi fermo per un periodo insolitamente lungo sopra l’arcipelago o nelle sue vicinanze. A questo sistema si è aggiunto il passaggio ravvicinato dei tifoni 24, 25 e 26, capaci di convogliare sul Giappone aria calda e molto umida proveniente dal Pacifico.
A rafforzare questo schema atmosferico contribuisce anche El Niño. A luglio, la temperatura superficiale del Pacifico equatoriale monitorato dall’agenzia meteorologica giapponese risultava superiore alla norma di 2,5 °C, lo stesso valore record registrato nel 1997 per quel mese. Il fenomeno può modificare la circolazione dell’atmosfera e degli oceani, favorendo l’afflusso di umidità verso il Giappone.
Disagi fisici e nuova allerta
La lunga fase piovosa viene associata da molti residenti a mal di testa, stanchezza e dolori articolari, sintomi che vengono ricondotti alle variazioni della pressione atmosferica. Il cielo coperto e l’assenza prolungata di luce stanno inoltre pesando sull’umore, con segnalazioni di maggiore disagio psicologico.
Sulla regione resta intanto l’attenzione per il tifone 26, atteso con nuove precipitazioni soprattutto lungo le coste di Chiba e Kanagawa. Le previsioni lasciano però intravedere un possibile miglioramento con l’arrivo di ottobre.
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