Brexit, Londra valuta il ritorno: l’apertura che riaccende il dossier Ue
Energia, agricoltura e mobilità giovanile sono i primi terreni del riavvicinamento, mentre Burnham non esclude neppure il pieno rientro britannico nell’Unione.
Il riavvicinamento tra Regno Unito e Unione europea ha già iniziato a produrre alcuni effetti concreti. In vista del vertice di novembre, Bruxelles ha dato il via libera a confronti più approfonditi sull’integrazione dei mercati elettrici, mentre restano aperte le trattative su scambi agroalimentari e mobilità dei giovani. Dal prossimo anno, inoltre, la Gran Bretagna tornerà a partecipare a Erasmus+.
Da Madrid arriva un’apertura netta
Le parole di Andy Burnham hanno ricevuto una risposta favorevole da Pedro Sanchez ed Emmanuel Macron, riuniti a Madrid. Il primo ministro spagnolo ha definito la Brexit una perdita pesante sia per i britannici sia per il progetto europeo e ha assicurato che la Spagna saluterebbe con favore un eventuale ritorno del Regno Unito, considerato un Paese fratello con cui esistono relazioni solide in molti ambiti.
Anche il presidente francese ha giudicato positivamente un eventuale primo passo verso l’adesione. Macron ha osservato che una scelta in questa direzione rappresenterebbe una buona notizia per Londra e per l’Europa, ribadendo che il messaggio di Parigi sarebbe, in sostanza, un invito a tornare.
Il Labour rivede i suoi confini
L’ipotesi di un rientro pieno nell’Ue segna una discontinuità rispetto alla linea presentata dal Labour alle elezioni del 2024. In quell’occasione il partito aveva escluso il recupero dell’accesso al mercato unico e dell’unione doganale, oltre al ripristino della libera circolazione di persone e merci.
Burnham ha però lasciato intendere che il quadro potrebbe essere riesaminato. «Potremmo restare come siamo oppure prendere in esame un’unione doganale, il mercato unico o il passo decisivo», ha affermato, spiegando che ogni scenario dovrà essere valutato sulla base della sua praticabilità e dei relativi vantaggi e svantaggi.
Quattro scenari sul tavolo
Le alternative che il governo britannico intende presentare in occasione dell’incontro con l’Ue comprendono la conferma degli accordi attuali, un’intesa doganale, il ritorno nel mercato unico e l’adesione completa all’Unione. Il vertice, inizialmente rinviato dopo le dimissioni di Keir Starmer, dovrebbe offrire l’occasione per discutere l’assetto dei rapporti a lungo termine.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Un’unione doganale permetterebbe a Londra e Bruxelles di applicare tariffe comuni alle merci provenienti dai Paesi terzi, riducendo gli ostacoli commerciali comparsi dopo la Brexit. Non basterebbe, tuttavia, a eliminare tutti i controlli alle frontiere né riporterebbe automaticamente il Regno Unito nel mercato unico, che richiederebbe un allineamento più ampio alle norme europee.
Burnham chiede una scelta definitiva
Nel suo intervento al congresso del Labour a Liverpool, Burnham ha sostenuto che l’uscita dall’Ue ha indebolito la collaborazione con gli altri Paesi europei, anche sul tema migratorio. A suo giudizio, senza una definizione stabile del rapporto con quello che resta il principale mercato britannico, il Paese non può costruire una strategia credibile per i prossimi decenni.
Il leader britannico ha inoltre sostenuto che la Brexit abbia prodotto più svantaggi che benefici e che occorra recuperare crescita e prosperità. «Non è soddisfacente lasciare la questione in sospeso», ha dichiarato, precisando di voler verificare se sia possibile raggiungere un consenso su una delle opzioni disponibili.
Per ora Burnham non ha indicato quale soluzione preferisca. L’ambasciatore britannico in Italia, Stephen Hickey, ha però descritto il primo ministro come una figura istintivamente europeista. Le istituzioni dell’Ue non hanno ancora espresso una posizione ufficiale sull’apertura di Londra.
Continua a leggere
FlyDubai, così un passeggero ha salvato il volo: «Ho preso i comandi
Dopo aver fermato l’aggressore nella cabina di pilotaggio, il viaggiatore israeliano ha contribuito a rimettere in assetto l’aereo con circa 180 persone a bordo.
Tokyo, 35 giorni di pioggia: il conto salato del maltempo
La capitale giapponese ha superato il precedente primato del 2019, mentre precipitazioni eccezionali colpiscono abitazioni, raccolti e benessere dei cittadini.
Cuore e reni, il test che anticipa il rischio: cosa manca in Italia
La prima settimana europea dedicata alla diagnosi precoce accende i riflettori sull’uACR, già disponibile ma usato in modo disomogeneo nei percorsi sanitari italiani.
Cuore e reni, il test che può anticipare il rischio ma resta poco usato
La prima settimana europea dedicata alla diagnosi precoce riporta l’attenzione sull’uACR, esame semplice per individuare in anticipo il rischio cardio-renale.