Toffaloni resta libero: perché Brescia ha negato l’arresto
La Corte d’appello non ha accolto la richiesta della Procura generale: per i giudici non esistono prove sufficienti di una fuga imminente
Marco Toffaloni non sarà trasferito in carcere, nonostante la condanna a trent’anni ricevuta nel 2025 per il suo ruolo nella strage di piazza della Loggia. La Corte d’appello di Brescia ha ritenuto insussistenti gli elementi necessari per disporne l’arresto durante il procedimento.
La decisione riguarda un attentato di matrice neofascista compiuto il 28 maggio 1974, costato la vita a otto persone e il ferimento di oltre cento. All’epoca dei fatti Toffaloni aveva 16 anni.
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La fuga non è ritenuta attuale
A chiedere la custodia cautelare era stata la Procura generale. I giudici bresciani, però, hanno stabilito che non sia stato dimostrato un rischio di fuga sufficientemente concreto e attuale, respingendo così l’istanza.
In sostanza, la Corte ha escluso che le informazioni disponibili permettano di giustificare l’ingresso immediato in carcere. La pronuncia non cancella la condanna di primo grado, ma incide sulla misura restrittiva richiesta nei confronti dell’imputato.
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La vita di Toffaloni in Svizzera
Toffaloni risiede in Svizzera, Paese nel quale ha sposato una cittadina elvetica e ottenuto la cittadinanza. Sono questi gli elementi legati alla sua vita all’estero che erano stati valutati nel contesto della richiesta di arresto.
L’uomo ha comunque contestato la sentenza emessa nel 2025 e ha presentato ricorso in Cassazione. Il procedimento sulla responsabilità per la strage proseguirà quindi davanti alla Suprema Corte, mentre per ora Toffaloni resta libero.
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