4notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Tirana, oltre 300 feriti negli scontri: la protesta sfida Rama

La manifestazione convocata dall’opposizione ha acceso nuove tensioni nella capitale, mentre studenti e cittadini chiedono risposte su servizi, lavoro e corruzione.

Oltre 300 persone, tra manifestanti e agenti, sono rimaste ferite durante la protesta organizzata a Tirana contro il governo di Edi Rama. Decine di dimostranti sono state fermate al termine di una giornata segnata da lanci di molotov, petardi, lacrimogeni e incendi nel centro della capitale albanese.

Offerta del giorno25 ottobre

Rowenta

-20% sulle aspirapolveri da Rowenta

Scade tra 67 giorni
********


La rabbia supera la protesta studentesca

Il corteo di sabato 24 ottobre ha riunito migliaia di persone. Alla mobilitazione dei gruppi studenteschi si è aggiunta quella promossa dall’opposizione di centrodestra guidata dall’ex premier Sali Berisha, dando alla manifestazione una dimensione politica più ampia.

Le richieste non riguardano soltanto scuole e università, considerate in condizioni molto difficili. Nel mirino dei manifestanti ci sono anche disoccupazione, aumento dei prezzi, corruzione e tutela dello Stato di diritto. «C’è molta rabbia», ha detto l’attivista Sidorela Vatnikaj all’Ansa, sostenendo che il movimento non rappresenta esclusivamente gli studenti o le battaglie ambientali.


Piazza Scanderbeg diventa teatro degli scontri

In serata, Piazza Scanderbeg è stata teatro degli episodi più violenti. Alcune centinaia di persone hanno lanciato ordigni incendiari, fuochi d’artificio e petardi contro le forze dell’ordine, che hanno reagito con idranti, gas lacrimogeni e proiettili di gomma.

Un gruppo di manifestanti ha tentato di raggiungere la sede del Comune, senza riuscire a oltrepassare il cordone di sicurezza. Le fiamme hanno invece coinvolto l’edificio del ministero dell’Ambiente. Dopo il respingimento, i dimostranti si sono spostati lungo altre vie della città, dove sono stati incendiati cassonetti per rallentare l’intervento dei mezzi della polizia.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Rama chiude alla possibilità di dimettersi

Le proteste contro il primo ministro socialista proseguono da mesi. La prima fase, iniziata a giugno, era legata al progetto di una struttura turistica di lusso associata a Jared Kushner, genero di Donald Trump, e aveva dato vita alla cosiddetta «rivoluzione dei fenicotteri».

In autunno il malcontento si è allargato a temi sociali e istituzionali. I manifestanti chiedono la fine del governo guidato da Rama, al potere dal 2013, ma il premier ha escluso di voler lasciare l’incarico. La sua posizione è stata riassunta così: «I governi si cambiano mediante elezioni democratiche».

Gli organizzatori hanno già annunciato un nuovo appuntamento per domenica, con inizio alle ore 12. La mobilitazione, dunque, non si ferma dopo gli arresti e il bilancio degli scontri, mentre resta alta la tensione nella capitale.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere