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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Tel Aviv sfida Netanyahu: piazza e sondaggi riaccendono la corsa

La protesta dei familiari delle vittime e degli ostaggi arriva a tre giorni dal voto, mentre il fronte del premier resta appaiato a quello di Gadi Eisenkot.

Il timore di possibili provocazioni ha accompagnato la vigilia della manifestazione di Tel Aviv: gli organizzatori hanno riferito di aver informato le autorità e di temere iniziative da parte dei sostenitori del governo.

A rendere ancora più incerto il quadro sono gli ultimi rilevamenti sulle intenzioni di voto. La coalizione di destra guidata da Benyamin Netanyahu e il blocco centrista di Gadi Eisenkot risultano sostanzialmente alla pari, ma nessuno dei due schieramenti, secondo le proiezioni, raggiungerebbe da solo la maggioranza dei seggi.

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Il voto misura il consenso al premier

Le elezioni legislative, in programma tra tre giorni, vengono considerate un giudizio sull’operato di Netanyahu: il risultato potrebbe quindi tradursi in una conferma del primo ministro oppure in una richiesta di cambiamento ai vertici del Paese.

Nel frattempo, a Tel Aviv si sono ritrovate alcune migliaia di persone per contestare l’esecutivo. Alla mobilitazione è attesa anche la presenza di figure di primo piano dell’opposizione, in una fase in cui ogni appuntamento pubblico assume un peso particolare nella campagna elettorale.

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Famiglie chiedono verità sul 7 ottobre

La manifestazione è stata promossa dal Consiglio di Ottobre, nato dall’iniziativa dei parenti delle vittime e degli ostaggi del 7 ottobre. Il gruppo attribuisce alle carenze nella sicurezza la possibilità che Hamas potesse realizzare, nel 2023, l’attacco più sanguinoso mai subito da Israele.

I promotori chiedono da tre anni di chiarire le responsabilità e di istituire una commissione d’inchiesta sulle falle che precedettero l’attacco. Il governo ha finora respinto questa richiesta. «Chi ci ha governato negli ultimi quattro anni ha svolto un lavoro deplorevole», ha affermato Hadas Feuershtein, 68 anni, prima dell’inizio del raduno. La donna ha aggiunto che Israele non aveva mai attraversato una situazione paragonabile.

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