Lega, il voto segreto può cambiare tutto: la sfida a Salvini
Il congresso di Milano introduce una nuova segreteria politica mentre Massimo Garavaglia tenta l’ultimo assalto e Romeo denuncia il calo dei consensi
Il vero elemento di incertezza del congresso della Lega non riguarda tanto la riconferma di Matteo Salvini, quanto la consistenza del dissenso che potrebbe emergere nelle urne. Massimo Garavaglia ha raccolto 81 firme, una in più rispetto alla soglia necessaria di 80, e sfiderà il segretario federale nel voto segreto dei circa 700 delegati.
A rendere più acceso il confronto è stato lo scontro tra il senatore Marco Dreosto e Massimiliano Romeo, capogruppo a Palazzo Madama e tra gli esponenti critici verso l’attuale linea del partito. Romeo, dal palco, ha sintetizzato così la sua posizione: «Il problema non è dentro la Lega ma è la gente fuori che non ci vota più».
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura
Il dissenso cerca spazio nel voto
Dreosto, segretario della Lega in Friuli Venezia Giulia, ha difeso apertamente Salvini e ha accusato il correntismo di poter danneggiare il partito. A suo giudizio, le discussioni interne non dovrebbero trasformarsi in una contestazione nazionale alimentata dal confronto pubblico.
Romeo ha respinto l’idea che le sue critiche siano riconducibili a una vicenda personale. Ha spiegato di non aver mai chiesto le dimissioni di Salvini né un nuovo congresso, ma un confronto politico e una guida più collegiale, con un ruolo maggiore per i governatori. Secondo il capogruppo, la Lega attraversa una fase di difficoltà, ha perso riconoscibilità e registra un calo evidente del consenso.
Il presidente lombardo Attilio Fontana, schierato con Garavaglia insieme a Romeo, ritiene possibile un risultato meno scontato del previsto: «Nel segreto dell’urna ci potranno essere delle sorprese». Oltre ai voti per lo sfidante, potrebbero pesare anche le schede bianche, considerate un possibile segnale della nascita di una corrente interna.
La nuova architettura del partito
Nella prima giornata, all’Allianz Mico di Milano, i delegati hanno approvato a mano alzata e per acclamazione la modifica statutaria che istituisce una segreteria politica. L’organismo potrà avere fino a 9 componenti, scelti e rimossi dal segretario federale, con rappresentanti dei livelli nazionale, regionale e locale.
Roberto Calderoli ha riferito che la proposta era partita dallo stesso Salvini e che il nuovo organo dovrebbe favorire una gestione condivisa. La segreteria avrà compiti di indirizzo e sostegno al segretario, soprattutto nella gestione delle situazioni politiche contingenti. Calderoli ha inoltre criticato la diffusione anticipata dei contenuti delle modifiche, sostenendo che simili fughe di notizie danneggiano il partito.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Un secondo intervento statutario ripristina il coordinatore federale delle segreterie regionali. Questa figura potrà assistere alle riunioni del Consiglio federale e dei consigli regionali con diritto di parola, verificando anche il funzionamento delle strutture territoriali. Il terzo emendamento aggiorna invece le regole sul trattamento dei dati personali in base alla normativa vigente.
Salvini favorito, ma il Nord insiste
Sulla carta, Salvini resta il grande favorito e punta alla quarta conferma, con un mandato che arriverebbe fino al 2030. In Lombardia ha ottenuto il sostegno di 120 delegati su 170, pari al 70 per cento. Giancarlo Giorgetti, amico storico di Garavaglia, non avrebbe firmato per nessuno dei due candidati, mantenendo la posizione neutrale già assunta in altre occasioni.
Fontana, Massimiliano Fedriga, Maurizio Fugatti e Luca Zaia non hanno presentato una mozione unitaria alternativa. Insieme ad altri esponenti del Nord hanno però sottoscritto il documento di Riccardo Molinari dedicato alla questione settentrionale, indicata come irrinunciabile.
La mozione chiede la piena applicazione dell’autonomia e del federalismo fiscale e propone l’estensione delle Zone economiche speciali alle aree produttive settentrionali, con agevolazioni fiscali e semplificazioni amministrative. Le istanze più federaliste potrebbero confluire anche nel programma di Garavaglia.
Il congresso guarda infine alla possibile modifica del nome del partito: dall’attuale «Lega per Salvini premier» si potrebbe passare a «Lega Italia federale», richiamando una precedente stagione politica della Lega. La decisione sul segretario e il peso effettivo del dissenso arriveranno però dal voto a scrutinio segreto.
Continua a leggere
Tel Aviv sfida Netanyahu: piazza e sondaggi riaccendono la corsa
La protesta dei familiari delle vittime e degli ostaggi arriva a tre giorni dal voto, mentre il fronte del premier resta appaiato a quello di Gadi Eisenkot.
Zakharova sfida Meloni: «Ascolti Al Bano e riapra alla Russia»
La portavoce di Lavrov rilancia l’appello del cantante italiano contro le sanzioni e per una nuova apertura diplomatica verso Mosca.
Cpr a Castel Volturno, la sfida parte da 31 milioni di euro
La protesta ha riunito migliaia di persone, mentre l’appalto per il centro è stato assegnato e la Regione prepara possibili ricorsi.
Brasile, l’insulto che può cambiare il ballottaggio: Lula reagisce
Nel duello televisivo prima del voto, Bolsonaro ha attaccato Lula sulla mutilazione alla mano e poi ha chiesto scusa: il confronto ha riaperto la sfida tra destra e sinistra.