Brasile, l’insulto che può cambiare il ballottaggio: Lula reagisce
Nel duello televisivo prima del voto, Bolsonaro ha attaccato Lula sulla mutilazione alla mano e poi ha chiesto scusa: il confronto ha riaperto la sfida tra destra e sinistra.
Il momento più delicato dell’ultimo confronto televisivo brasiliano è arrivato quando Flavio Bolsonaro ha definito Luiz Inacio Lula Da Silva «l’avversario nove dita». Una provocazione legata alla perdita del mignolo della mano sinistra, amputato a Lula quando aveva 17 anni mentre lavorava sotto una pressa.
La battuta ha incrinato il tono moderato scelto dal candidato della destra e ha dato al presidente uscente l’occasione per riportare il confronto sulla propria storia personale. Il 25 ottobre, oltre 158 milioni di elettori saranno chiamati a scegliere il capo dello Stato per i successivi quattro anni.
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L’attacco sulle nove dita si ritorce contro Bolsonaro
A differenza del precedente dibattito, segnato da scontri molto più accesi, Flavio Bolsonaro aveva cercato di apparire prudente e istituzionale. Durante la serata aveva insistito sulla sicurezza, sul contenimento dell’inflazione e sulle misure a sostegno delle imprese, mostrando l’intenzione di conquistare anche l’elettorato moderato.
La frase rivolta a Lula ha però interrotto quella strategia. «Quel dito l’ho perso lavorando di notte per poter mangiare», ha replicato il presidente, ricordando di aver iniziato a lavorare da minorenne. Ha poi accusato il rivale di non aver mai avuto un’occupazione reale e di aver ottenuto il primo impiego grazie al padre. Bolsonaro ha reagito chiedendo immediatamente scusa e precisando di non aver voluto offendere nessuno.
La risposta di Lula è stata rilanciata dai suoi sostenitori sui social con lo slogan “Siamo tutti nove dita”. Anche nel richiamo conclusivo al voto il presidente ha insistito sul valore della propria biografia: una vicenda, ha spiegato, simile a quella di milioni di brasiliani che hanno cominciato a lavorare da giovanissimi e sono arrivati ai vertici senza dimenticare le proprie origini.
Due strategie diverse per gli indecisi
Nel corso delle oltre due ore di trasmissione, Lula ha presentato la propria esperienza da ex operaio e presidente come una garanzia di conoscenza del Paese. Ha inoltre rivendicato i programmi sociali del suo governo, citando la riduzione dell’orario settimanale, l’aumento del salario minimo, la cancellazione dei piccoli debiti per 4 milioni di brasiliani e gli investimenti nella scuola.
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Il candidato della destra ha invece cercato di mantenere il confronto sui temi della sicurezza e dell’economia. La sua linea più controllata è emersa anche da un foglio preparatorio mostrato dalla moglie, sul quale era evidenziata l’espressione «uomo di Stato», elemento che indicava l’obiettivo di presentarlo con un profilo più presidenziale.
Lula ha accusato Bolsonaro di non conoscere davvero il Brasile e lo ha incalzato anche sul voto contrario all’estensione del congedo di maternità. Di fronte all’obiezione, il candidato della destra ha ammesso di essersi sbagliato.
Il voto deciderà il peso dello scivolone
In un altro passaggio, Bolsonaro ha alluso all’età di Lula, che compirà 81 anni tra pochi giorni, ironizzando sulla sua voce roca e dicendo di avere difficoltà a comprenderlo. Il riferimento ha però richiamato la malattia alla gola affrontata dal presidente nel 2011.
Il confronto si è chiuso senza altri momenti paragonabili all’attacco sulle «nove dita». Resta da capire se la replica di Lula avrà inciso sugli elettori oppure se il candidato uscente abbia ottenuto soltanto un vantaggio limitato. La risposta arriverà con il ballottaggio del 25 ottobre.
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