Brasile, la sfida decisiva passa dalle chiese evangeliche
Una comunità religiosa ormai centrale nella società brasiliana può orientare il ballottaggio tra Lula e Flavio Bolsonaro.
A Rio de Janeiro, quando arriva la sera, le chiese evangeliche si riempiono mentre molti negozi devono ancora illuminarsi. Tra canti, preghiere e momenti di forte partecipazione emotiva, si vede il peso assunto da una realtà religiosa diventata anche un protagonista della politica nazionale.
Il voto delle comunità pentecostali, che rappresentano oltre il 30% della popolazione, è conteso da Lula e Flavio Bolsonaro in vista del ballottaggio di domani. Secondo il quadro riportato, il 75% dei fedeli sostiene Bolsonaro, confermando l’orientamento prevalentemente conservatore di questo elettorato.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura
Il voto religioso può spostare il ballottaggio
La trasformazione religiosa del Brasile è visibile in migliaia di quartieri, dalle favelas di San Paolo ai centri del Nordest. Le comunità evangeliche sono cresciute rapidamente e hanno portato le proprie istanze anche dentro le istituzioni, fino a rendere il loro consenso un obiettivo prioritario per i candidati alla presidenza.
La loro influenza, tuttavia, non dipende soltanto dai numeri. Su questioni come aborto, identità di genere, educazione sessuale ed eutanasia, una parte significativa del mondo evangelico tende a esprimersi in maniera coordinata. I sostenitori descrivono questa posizione come una difesa della famiglia; i critici temono invece che una morale religiosa finisca per condizionare uno Stato laico per Costituzione.
Una società religiosa in trasformazione
Le chiese neopentecostali hanno superato il 30% della popolazione e hanno contribuito a cambiare il panorama religioso brasiliano. La loro predicazione si combina spesso con l’idea che la fede possa accompagnare il successo economico e l’arricchimento personale, secondo i principi della cosiddetta teologia della prosperità.
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Nello stesso periodo, la presenza cattolica è diminuita dall’89% del 1995 al 56% attuale. Dietro la definizione di “evangelici” esistono comunque gruppi molto diversi: grandi chiese pentecostali, comunità neopentecostali e piccole congregazioni locali, spesso nate nelle periferie urbane dove i servizi pubblici sono più carenti e la vita quotidiana è segnata da maggiori difficoltà.
I blocchi che pesano in Congresso
Per leggere gli equilibri politici brasiliani occorre considerare anche i tre principali raggruppamenti di potere presenti nel Congresso nazionale. Sono il blocco della Bibbia, quello delle armi e quello dell’agroindustria: forze differenti, ma capaci di incidere sulle decisioni parlamentari e sulle campagne elettorali.
In questo sistema, la componente evangelica non è soltanto una platea di elettori. La sua organizzazione, la presenza territoriale e la compattezza su alcuni temi la rendono un interlocutore decisivo per chi cerca consensi nella competizione presidenziale. È per questo che, alla vigilia del voto, sia Lula sia Flavio Bolsonaro guardano alle chiese come a un bacino in grado di influenzare l’esito finale.
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