Tirana in fiamme: scontri, 20 fermi e cinque feriti
La protesta nella capitale albanese è degenerata tra roghi, lanci di bottiglie incendiarie e assalti a una filiale bancaria: la polizia ha risposto con acqua e lacrimogeni.
La capitale albanese è stata attraversata da una nuova giornata di tensione, con scontri tra manifestanti e forze dell’ordine e un incendio divampato nella piazza centrale. Il bilancio provvisorio comprende almeno 20 persone fermate e cinque feriti trasportati in ospedale.
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Il rogo vicino al ministero
Durante le proteste, alcune strutture in plastica e diversi cassonetti collocati nella piazza sono stati incendiati. Le fiamme, alimentate anche dal lancio di bombe Molotov, hanno prodotto una colonna di fumo molto densa e si sono avvicinate agli alberi presenti nell’area.
Il luogo degli scontri si trova a poche centinaia di metri dal ministero dell’Educazione. La situazione ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco, mentre gli agenti hanno utilizzato gli idranti per allontanare la folla e consentire ai pompieri di raggiungere il rogo.
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Vetrine infrante e lacrimogeni
Nel corso della protesta è stata presa di mira anche una filiale bancaria che non era operativa. I manifestanti hanno danneggiato le vetrate e fatto esplodere alcuni fumogeni all’interno dei locali, aggravando il clima già molto teso nella zona centrale di Tirana.
Rispetto alla giornata precedente, la polizia ha mantenuto una linea più prudente. Un gruppo formato da alcune decine di persone ha continuato a lanciare mattonelle contro gli agenti, che hanno reagito impiegando soprattutto getti d’acqua e lacrimogeni, mentre le autorità procedevano ai fermi e i feriti venivano accompagnati in ospedale.
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