Tir in protesta, scaffali a rischio: la sfida sui 430 milioni
A Milano il ministro Salvini incontra le associazioni dell’autotrasporto: al centro ci sono gli aiuti contro il caro carburanti, nuove risorse e il rinnovo dei mezzi.
La protesta degli autotrasportatori sta già creando difficoltà nella distribuzione delle merci, con i primi segnali di carenze sugli scaffali soprattutto nel Mezzogiorno. Per evitare che la situazione peggiori, a Palazzo Diotti è iniziato il confronto tra Matteo Salvini e le rappresentanze della categoria.
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La priorità è far partire i pagamenti
Il punto più urgente riguarda i 430 milioni di euro già messi a bilancio per compensare l’impatto del caro gasolio. Le imprese chiedono che le somme vengano trasferite rapidamente, mentre il governo punta a far scattare le erogazioni già nel corso di questa settimana.
«Molte imprese non possono aspettare», ha spiegato Salvini intervenendo a Rtl 102.5. Il ministro ha indicato nello snellimento delle procedure burocratiche il passaggio decisivo per trasformare gli stanziamenti già approvati in aiuti effettivamente disponibili.
Sul tavolo anche nuove risorse
Accanto ai fondi già previsti, le associazioni sollecitano un incremento compreso tra 80 e 100 milioni di euro. Salvini ha confermato che l’esecutivo sta valutando un ulteriore intervento, ma la cifra definitiva dovrebbe essere definita durante il vertice con il comparto.
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La discussione comprende anche i 590 milioni destinati al rinnovo del parco veicolare e il capitolo Marebonus. L’obiettivo è arrivare a una soluzione che consenta di superare la vertenza e ripristinare la regolarità dei rifornimenti a negozi, farmacie e supermercati.
I blocchi si sono parzialmente ridotti
Prima dell’incontro milanese, il vicepremier ha riferito di aver mantenuto contatti con gli autotrasportatori e con le organizzazioni territoriali di Sicilia, Campania e Puglia. In alcune aree, le proteste hanno lasciato spazio al transito dei mezzi per consentire l’approvvigionamento delle attività essenziali.
«Hanno rimosso i blocchi autostradali sulla A1 e su altre arterie», ha detto Salvini, definendo la decisione un segnale di disponibilità. Resta però aperta la trattativa sulle risorse e sui tempi necessari perché gli aiuti raggiungano concretamente le aziende.
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