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Attualità 2 min di lettura59 min fa

Tir fermi, raccolta rifiuti a rischio: il Sud attende Salvini

Le mobilitazioni contro il caro carburante rallentano autostrade e collegamenti in Sicilia e Campania, mentre gli autotrasportatori aspettano l’incontro con il ministro.

La protesta di autotrasportatori e agricoltori sta producendo conseguenze concrete soprattutto in Sicilia: in diverse aree scarseggiano i rifornimenti nei supermercati e, lungo la fascia ionica messinese, la raccolta dei rifiuti è stata sospesa in numerosi Comuni. Il movimento, alimentato dal prezzo del carburante e dall’aumento dei costi di trasporto, resta in attesa del confronto con Matteo Salvini.

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In Sicilia il blocco pesa sui servizi

A Messina i presidi continuano nei pressi degli svincoli di Tremestieri e San Gregorio. I manifestanti hanno fatto sapere che potrebbero interrompere la mobilitazione se dal colloquio con il ministro arrivassero risposte considerate soddisfacenti; in caso contrario, i camion resteranno fermi.

Gli effetti si avvertono anche fuori dalle strade. Quasi tutti i supermercati della zona messinese segnalano carenze di prodotti, mentre il servizio di raccolta dell’indifferenziata non viene effettuato in almeno 15 centri della fascia ionica. La protesta coinvolge inoltre Palermo, dove circa 100 mezzi pesanti sono fermi in via Oreto e nelle arterie vicine all’innesto autostradale diretto verso la città.

Anche l’area portuale è interessata dai presidi: una trentina di camion sono bloccati in via Francesco Crispi. Un conducente diretto a effettuare consegne nell’Isola ha raccontato di essere stato invitato a fermarsi dopo aver lasciato il porto: «Lavoro per una ditta e dovevo fare le consegne. Mi hanno detto di sostare e mi sono fermato. Non so quando potrò ripartire».


Campania, autostrade sotto pressione

In Campania la mobilitazione ha interessato vari tratti della rete autostradale. A Nola, lungo la A30 Caserta-Salerno, alcuni camionisti hanno trascorso la notte davanti al casello, aspettando il confronto fissato per oggi con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Un blocco prolungato resta attivo anche all’uscita di Avellino Est, mentre alla barriera di Mercato San Severino, in direzione Caserta, si sono registrati forti rallentamenti.

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La situazione è tesa anche nel Vallo di Diano. Presidi e mezzi pesanti sono presenti agli svincoli della A2 del Mediterraneo di Polla, Atena Lucana, Sala Consilina e Padula-Buonabitacolo. Le automobili continuano a passare, seppure con difficoltà, sotto il controllo delle forze dell’ordine e del personale dell’Anas.


Il confronto deciderà la durata

Altri punti di protesta si trovano nel Salernitano, agli svincoli di Eboli, Contursi, Campagna e Sicignano degli Alburni. Per il pomeriggio è stato annunciato un presidio anche a Buccino, sul raccordo Sicignano-Potenza, mentre a Pontecagnano Faiano i camion sono fermi nei pressi della rotatoria all’uscita della tangenziale, con pesanti ripercussioni sul traffico.

Le manifestazioni, accompagnate da cartelli e striscioni, contestano l’assenza di misure ritenute adeguate contro il rincaro generalizzato dei trasporti. Salvatore Bella, coordinatore del Cts, ha precisato che il comitato non obbliga i conducenti a fermarsi e non impedisce ai camionisti di proseguire il viaggio. Ora gli autotrasportatori attendono l’esito del colloquio con Salvini per decidere se rimuovere i blocchi o proseguire la protesta.

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